
Uscito originariamente nel 1984 per Roadrunner Records “Evil Game” è un ottimo esempio di ciò che era l’heavy metal negli 80’s, in particolare per il proprio combinare stilemi di derivazione N.W.O.B.H.M. che per il suo sfruttare le tentazioni melodiche provenienti dagli stati uniti.
Ma procediamo con ordine, i Blackout nascono in Belgio nel 1983 per volontà dei membri di due bands , ovvero, Van East e Zenith. Dall’unione di queste due bands nasce il primo embrione dei Blackout, denominato Godzilla , band autrice di una miscela sonora dedita al rock-pop più che al metal. Passa un anno e i nostri decidono di cambiare nome e di dedicarsi all’hard&heavy registrando un demo che viene notato dalla Roadrunner e che pone le basi per questo “Evil Game”.
L’album è composto da dieci ottime tracks dotate di tutte le componenti che caratterizzavano un sound essenziale che trovava il proprio modo d’essere in chorus trascinanti e melodici, riffing gonfio ed eccessivo (in alcune occasioni al limite dello speed), ritmiche pulsanti ed un cantato macho e altisonante. Da tutto questo nascono dei brani davvero ottimi come: la veloce opener “Motorcycle Bitch”, la selvaggia “Bleeding Moon” ed il mid-tempo marziale di “Screaming Metal”.
Vi è poco altro da aggiungere ad una band che anche nel suo essere una outsider riuscì a comporre un lavoro validissimo anche per il suo guardare a Saxon, Tygers of Pan Tang e Van Halen. Un piccola chicca per cultori che la Metal Mind da la possibilità di riscoprire. Se amate le storie sonore di secondo piano o le così dette meteore non potete farne assolutamente a meno.