
Torniamo a parlare di produzioni passate sconosciute a più, grazie all’operato della attivissima Shadow Kingdom Records, che continua a ristampare interessantissimi lavori. Nel caso specifico ci si trova a dover giudicare l’operato degli americani Crisis (da non confondere con l’omonima band Hardcore/Metal di New York). La band formatasi nel lontano 1979 diede alle stampe il debut Ep “Armed to the Teeth” nel 1984, ed un anno dopo debuttò con il primo full intitolato “Kick It Out”; entrambi ora sono racchiusi, con lì’aggiunta di materiale bouns, in questo lavoro.
La prima cosa che bisogna dire rispetto ai Crisis, è che la band ha rappresentato un fenomeno abbastanza inusuale per gli anni, perché mentre tutte o quasi le band provenienti dal suolo statunitense erano alla rincorsa degli stilemi dettati da Motely Crue e Quiet Riot, i Crisis guardavano con insistenza alla NWOBHM. In particolare ai Raven, in virtù di questo il sound del terzetto si lasciava apprezzare per il suo essere ruvido, fragoroso e muscolare. In particolare nell’Ep “Armed to the Teeth” ci si trova al cospetto di sei brani tirati e veloci nei quali svettano le vocals rabbiose e sgraziate del cantante/bassista Dane Thompson. I brani sono davvero validi e si caratterizzano per un minimalismo strutturale che li rende accattivati e più che appetibili ancora oggi.
Per quanto riguarda invece l’album “Kick It Out”, questo si caratterizza rispetto al predecessore per un maggior controllo strumentale, anche se i brani restano sempre e comunque semplici e diretti, e per una produzione più ovattata che smussa leggermente quel mood raw che rende l’Ep unico. Tra i brani migliori di questa release si possono citare: la titletrack, il manifesto “Metal Meltdown”, dotato di un riff a limite dello speed metal, e la conturbante e carica di tensione “At Night”.
A completare questa ristampa, troviamo un cd contenente versioni dai demo ed un nugolo di brani mai prima d’ora editi. In questo caso occorre fare una precisazione, ovvero, i brani in particolare quelli tratti dai demo sono direttamente riportati in digitale dalle vecchie cassette e quindi risentono di una produzione piuttosto scarna, anche se il lavoro di masterizzazione ha ripulito le tracce e le ha rese più che ascoltabili. Nonostante questo riescono però a farsi valere perché rappresentano tanta sana passione ed inquadrano bene atmosfere lontane e distanti dalle mega produzioni odierne.
Concludendo, qui si ha l’occasione di riscoprire, o di scoprire per la prima volta, un’ottima band, certo parliamo sempre di outsider, ma il coraggio che ebbero i Crisis nel non conformarsi alle ventate Hari/Glam che allora la facevano da maggiore, sono testimonianza di ciò che era, e che in pochissime eccezioni è oggi, lo spirito del Metal.