
Uscito originariamente nel 2008, questo primo lavoro dei francesi Fatum Elisum è per la band, la prima prova in assoluto, che è valsa il deal con la Aesthetic Death Records, che lo ha imposto il suo marchio e ne ha cambiato l’artwork. La band si fa autrice di un intenso Doom Metal dalle forti venature Death che trova le sue referenze nei My Dying Bride e nei primissimi Anathema.
Il disco, pur essendo stato realizzato, in forma originale, tre anni orsono, è registrato ottimamente e non ha nulla da invidiare alle produzioni professionali. Per ciò che riguarda i contenuti, essendo in assoluto la prima prova della band, è naturale che vi sia un gioco di referenze forte e che l’accostamento ai mostri sacri citati risulti più che semplice. Questo però non vuol dire che la band sia priva di personalità, in particolare per ciò che concerne la prestazione del singer Ende, capace tanto di rabbuiarsi entro tonalità Growl, quanto di addolcire il suo timbro, quando la band regala stralci acustici e riflessivi. Ma il vero e proprio scarto lo impone quando strazia in tutto e per tutto il suo timbro alterandone la materia, fino ad emettere sinistre urla di rarefatta alterità psichica. Questa che è una piccola sperimentazione, si scontra con un sound ottimamente articolato, ma in più punti canonizzato.
I sei brani presenti, pur essendo composti con raziocinio, non riescono a sorprendere più di tanto; naturalmente mi riferisco alla poca innovazione della proposta e non al suo essere priva di intensità. Un lavoro, ancora legato alla storicità referenziale, ma che presenta una band pronta a liberarsene. Attendo con ansia il nuovo lavoro, che visto il lasso temporale, dovrebbe essere alle porte.