
Etichettati da molti, unicamente come semplici devoti al sound “sabbathiano”, gli americani Iron Man, pur soffrendo, di un taglio personalistico che si completa con la prima fase sonora della band di Birmingham, hanno saputo ritagliarsi a partire dalla seconda metà degli anni 80, un proprio spazio fatto di sonorità che anche nella loro fissità ed estrema semplicità, si fanno portatrici del più puro verbo Doom Metal.
Pubblicato originariamente nel 1994 da Hellhound Records, “The Passage”, rappresenta per la band del Maryland il secondo full-length. Oggi con una operazione atta a rivalutare presso gli estimatori del gloomy-sound il nome Iron Man è la Shadow Kingdom Records a ristampare il lavoro in esame e ad arricchirlo con un DVD che riprende la band in sede live.
Per ciò che concerne l’album, in senso stretto, vi è da dire che nonostante i limiti di un sound non originalissimo, è davvero ben fatto e rappresenta uno dei punti più alti nella carriera della band. Il lavoro si compone di undici brani che mettono in mostra dinamiche che si sviluppano da riffs ossessivi e quadrati entro i quali prendono forma ritmiche ora incalzanti, ora lente ed asfittiche. Su tutto ciò vengono in primo piano le vocals di Dan Michalak perfettamente in tono con il genere proposto, capaci tanto di farsi portatrici di visioni escatologiche (nelle armonizzazioni altisonanti), quanto di disegnare fosche e cupe inflessioni dal mood paranoico.
È sufficiente l’ascolto di brani come la dolorosa“Harvest of Earth” o come la tellurica “Iron Warrior” per rendersi conto di una proposta compositiva sincera che viene fuori in maniera compatta e grintosa, grazie ad una produzione asciutta capace di permeare ogni singolo brano di un feeling “vissuto” così distante e così veritiero rispetto alle produzioni contemporanee.
Un lavoro perfettamente chiuso nella definizione Doom Metal, che non vuole e non esige altro che un approccio diretto al sound ed al genere messo in campo.
Per ciò che invece riguarda il DVD che correda ed arricchisce questa ristampa, esso cattura la band in sede live (11-18-99 Jaxx, Springfield, Virgina e 4-3-99 BLACK SABBATHON, Phantasmagoria, Wheaton, Maryland), nella prima delle sue esibizioni vengono proposti otto brani provenienti dai primi tre album del combo americano (incluso “The Passage”), mentre il secondo vede la band impegnata nell’esecuzione di quattro classici dei Black Sabbath. Nonostante le riprese risalgano a più di dieci anni fa, il prodotto è ben fatto e si lascia apprezzare per lo spirito marcatamente amatoriale ma pregno di passione.
Concludendo, “The Passage” è un album che merita di essere riscoperto, fosse solo per premiare la personalità arcigna del chitarrista e principale ispiratore del sound della band, Alfred Morris III, capace di comporre, anche sotto l’influsso del Tony Iommi più “sporco”, una serie di riffs torbidamente trascinanti.