
Questa è davvero una ristampa graditissima, sia per la proposta sonora (di rilievo), che per come è confezionata la stessa, la Metal Mind, infatti, ha pensato di mettere entrambi gli album dei The Abyss in un unico cd, consentendo in tal modo a curiosi ed appassionati di poter acquistare i due album al prezzo di un singolo.
Dopo questa premessa, passiamo a fare un po’ di storia. I The Abyss si formarono nel 1994 e nella loro breve carriera produssero due dischi, “The Other Side” e “Summon The Beast”, due ottimi album fatti di black metal dinamico dotato di melodie sinistre e di buie introspezioni riflessive. La band era formata da: Mikael Hedlund - Guitar, Vocals, Lars Szöke - Guitar, Vocals, Peter Tägtgren - Drums, Bass, Vocals. Avrete capito quindi chi si nasconde dietro a questo progetto, si perché entrambi gli albums della band non sono altro che espressione in musica di quella che è la visione del black metal che avevano (e che forse hanno ancora) Hypocrisy, questo filtro produsse due album sempre in bilico tra puro black old style e momenti di tenace swedish death ( in particolare nel primo album "The Other Side", questi non sono mai preponderanti rispetto al genere di base). Dotati di una pulizia sonora assolutamente sconosciuta alle produzioni black del tempo (e in qualche caso anche contemporanee), entrambi i lavori si pongono su un livello qualitativo elevato, e ci donano una serie di composizioni dinamiche ed oscure, ove l’intrinseca violenza del genere non è mai fine a se stessa, ma concorre, per contrasto, ad impregnare i momenti dotati di maggior riflessività, di una vena sinistra non comune. Grazie a questo, nascono delle ottime songs come: “Psycomantum” e la funerea “Sorgens dal” (per quanto riguarda “The Other Side”) o le bestiali “Satan's Majestic Empire” e “Blessed With The Wrath Of Evil”, dal secondo album. Se a queste aggiungete la riuscitissima cover degli Hellhammer “Massacra”, con l’immortale chorus: “Away is the sun, Endless the night, Mankind's massacra, Intelligence is dead”, capirete che qui c’è davvero da riscoprire una proposta sonora, sia per il suo valore storico che per quello strettamente musicale legato alla componente qualitativa. Da avere.