
Gli Aquefrigide di Bre Beskyt Dyrene, sono ormai una realtà ben consolidata nel panorama dell’alternative (termine che va assunto nella sua interezza, e non come bieco indicatore di sottogenere), italiano. La Razza, nuova release, che segue al debut Un Caso Isolato del 2006, ripropone tutte le sonorità e gli umori claustrofobici che contraddistinguono il sound di Aquefrigide, un sound che nel proprio minimalismo, riesce a creare sempre sensazioni di vertigine, attraverso il proprio donarsi in maniera nervosa e vibrante, un sound che incorpora: la ruvidità del metal, echi e dissonanze industrial e l’immediatezza sfrontata del punk.
Anche dal punto di vista lirico, l’approccio della band non è mutato, forse è divenuto ancora più estremo, nel suo continuo donarsi-celarsi, attraverso un linguaggio che riesce ad essere forte e realistico, ma anche profondamente oscuro ed ermetico. Riuscendo in questo modo a creare un feeling unico. Quindici pezzi che in realtà, sono quindici storie tossiche, suburbane, ove la disillusione rispetto a sé stessi appare una costante necessaria.
Un lavoro senza cali di tensione, che testimonia l’unicità di un artista lontano da ogni clichè. Un artista che oggi più che mai, è capace di imporsi all’attenzione di ogni buon cultore di quell’animo alternativo che nel panorama musicale odierno, è ridotto ad un mero standard.
Oscuro, piangente e gravido di emozioni.