
Ed ecco uno dei dischi più attesi dell’anno, da ogni buon thrasher che si rispetti (e non solo). When Death Comes, non è un semplice come-back discografico, ma un piccolo evento che riporta sulle scene una band unica, una band capace di dare alla luce albums, che sono vere e proprie pietre miliari del genere, tra questi: Fear Of Tomorrow, Terror Squad, By Inheritance. Una band, che però non ha mai goduto del giusto seguito da parte del pubblico, vuoi per problemi legati ad etichette deboli (dal punto di vista mediatico), vuoi per una certa asperità nel proprio sound, e per mille altre cause, che non elencherò, per non tediarvi inutilmente; fatto sta, che gli Artillery, nel 2009 sono tornati, con una vena maggiormente “cinica” e sono pronti a raccogliere, i frutti di una carriera ventennale che ha regalato ai danesi, ben poche soddisfazioni, dal punto di vista commerciale.
C’è subito da mettere in chiaro, che When Death Comes è un album, che è sopra la media, di almeno la maggior parte dei come-back discografici, da parte di bands storiche, ma non è superiore e nemmeno paragonabile ai capolavori passati. Un album, che nasce da una precisa esigenza, ovvero quella di riportare la band all’attenzione del pubblico tutto, e proprio in virtù di questo, gli Artillery, hanno smussato gli angoli e le asperità sonore passate, in favore di un sound dotato di maggior semplicità e di una vena catchy (e questo è palese nei chorus delle canzoni), del tutto nuova. Certo, i classici ingredienti del sound Artillery, sono tutti presenti (riffing preciso e veloce, cambi di tempo repentini e mai scontati, tecnica sopraffina), ma è come se si piegassero alla prova del singer Søren Nico Adamsen e di conseguenza ad un fattore che potremmo definire “orecchiabilità”, a tratti quasi power. Questo non toglie valore ad un album, che riesce ad ammaliare, grazie a nuove perle come: When Death Comes, Upon My Cross I Crawl, songs che riescono ad essere equilibrate nel proprio alternare velocità, calssici up-tempo in stile thrash e ottime melodie in classico stile heavy metal, per ciò che concerne i solos. Altre ottime composizioni, rispondo al nome di Not A Nightmare e Damned Religion. Una citazione particolare va Delusions Of Grandeur, la prima vera e propria power ballad della band, non perfetta, ma di buona fattura.
Concludendo, When Death Comes è un lavoro riuscitissimo, che però ci regala una band alle prese con un sound che riesce a combinare old style thrash, ed una componente melodica tutta nuova. Questo potrebbe, lasciare interdetti i vecchi fans, ma potrebbe anche procurarne di nuovi. Ma ciò che è più importante ribadire è che gli Artillery, nel 2009 sono una band che è alla profonda ricerca, dell’affermazione commerciale, e questo rende il sound di questo nuovo album più vicino alle produzioni dei Rage, che a quelle di Sacred Reich e Whiplash. Resta comunque, un lavoro al top.