
A due anni di distanza, dal precedente Book Of The Dead, album mediocre che aveva lasciato intravedere, cali creativi preoccupanti. Tornano i Bloodbound, e lo fanno in maniera eccelsa, con un lavoro che si candida ad essere tra le release di maggior rilievo in ambito power metal. Tabula Rasa è un disco eccezionale, un disco dotato del giusto compromesso tra aggressività e melodia, e di una componente tecnica elevatissima, che ha sempre il pregio di mettersi al servizio delle singole composizioni, evitando in tal modo, inutili e narcisistiche messe in evidenza, che potrebbero tediare l’ascoltatore.
L’album si apre con Sweet Dreams Of Madness, brano perfetto che associa sapientemente, riffs aggressivi (di derivazione power statunitense), tappeti di tastiere moderni e mai invasivi, ed un gusto melodico senza pari, nel suo riuscire ad essere immediato ma non easy-listening. Si nota subito, anche il piglio progressive, una vera e propria costante di Tabula Rasa, un piglio che si fa strada attraverso cambi repentini di tempo e stacchi ritmici che vanno ad arricchire il tutto, e che regalano atmosfere sempre ricercate. Si prosegue con Dominion 5 che si muove sull’ottima falsariga dell’opener, fino ad abbandonarsi lungo il chorus, fatto da melodie di ampio respiro, intense e sognanti. Degne di nota: la solida titletrack e la sorprendente power-ballad Night Touches You. Tutto l’album si muove su tali coordinate qualitative, riuscendo a crescere ascolto dopo ascolto.
Ottima la prova della band tutta ed in particolare quella vocale di Urban Breed, ispirata e carica di pathos. Se a tutte queste componenti si associa, una produzione cristallina, senza troppe artificiosità. Capirete che questo nuovo lavoro dei Bloodbound, non può che ergersi, quale testimone di quel power metal, che sembra non risentire di cali, siano essi compositivi che qualitativi.