
E’oramai risaputo che l' ambiente, inteso come l' insieme di condizioni sociali, storico/culturali e naturali, è inevitabilmente fonte di influenza in qualsiasi forma d' arte.In situazioni più estreme, l' arte finisce per diventare valvola di sfogo e manifesto di insofferenza verso quel senso di oppressione e limitazione che un ambiente ostile e violento può suscitare.Più di altri campi , la musica si presta ad essere veicolo di trasmissione di questa violenza subita e somatizzata, dando voce a tutti quegli spiriti tormentati e insofferenti.Queste sono alcune delle premesse che poi determinano e caratterizzano intere scene musicali.
Questo piccolo preambolo mi è servito per dare una spiegazione a quello che mi è sembrato voler significare questa piccola perla che è “Wax”.
Freddo, vento forte che penetra fin dentro le ossa, neve, densità abitativa prossima allo zero e quindi non un anima viva per chilometri e chilometri. In una parola, Siberia.
Quì sono cresciuti i nostri amici Defect Designer che piombano sulla scena musicale con il loro primo Full-Lenght.La band produce un interessantissimo quanto pregevole death metal progressivo che in alcuni episodi (Defamation) sembra sfociare nel più violento Brutal che può evocare i Cannibal Corpse di “Hammer Smashed Face”.
Freddi, violenti e decisamente poco amichevoli, i D.D. sembrano aver assimilato tutto ciò che la loro terra natale "offre".
La musica dei D.D. è una vero e proprio massacro: Un growl cavernoso che grida sofferente, le chitarre corrono veloci e gareggiano in un One Last Man, la batteria non risparmia nessuno e martella impetuosa e implacabile su tutto e tutti.Insomma una vera e propria macchina di distruzione.
L' album si apre con un breve intro dal titolo emblematico e rivelatore: “Composing The End”, prosegue poi con le velocissime e alquanto brutali “Stillborn” e “You are No More” che tra velocissimi groove e riff scavezzacollo non lasciano alcuno scampo.
Facciamo un piccolo salto fino ad “Almost Ready”, uno dei brani più interessanti di tutto l' album, si apre con un delicato arpeggio di chitarra e basso che rende ancora più nervosa la voglia di scoprire cosa ci accadrà, per poi sfociare in un più lento e straziante death di stampo classico, che termina con una pittoresca citazione di Jesus Christ Superstar.
Superata questa "anomalia", ci piovono addosso sassate davvero niente male come "Vegetable", "Choice Cuts" e "When your Face Doesn't Me It Snows Flakes" che a mio avviso risultano i brani migliori di tutto l' album.
In conclusione un lavoro davvero soddisfacente, non un capolavoro certo, ma un prodotto ottimo, frutto di musicisti dotati e di un ottima produzione (infatti l' album è stato registrato negli Hertz Studio gli stessi di band come Decapitated e Behemot).
Unica pecca dei Defect Designer è che ci propongono qualcosa di già sentito, ma purtroppo ci troviamo in un periodo di stasi che coinvolge tutta la scena metal, quindi non li biasimo più di tanto.
Questi Defect Designer ci fanno ben sperare per il futuro, e in 50 minuti ci hanno fatto davvero divertire.Li consiglio vivamente a tutti gli appassionati del Metal di quelli duri e con gli attributi e ai fan di band come Hypocrisy e Decapitated.