
Dopo il mini album “Psalm Bok”, si riaffacciano sulle scene i doomsters svedesi Griftegård e lo fanno con quello che senza ombra di dubbio si candida ad essere uno dei lavori di maggior rilievo in ambito Doom Metal, per l’anno in corso. “Solemn, Sacred, Severe” è questo il titolo di questa seconda opera della band, è un lavoro di fattura intensa e decadente, volto a disegnare sofferti inni ad una entità trascendente. Tali inni prendono forma attraverso un continuum di riffs plumbei e pesanti, entro i quali l’ascoltatore ha l’obbligo di smarrirsi, in virtù di una componente volta alla ripetizione di sé, che in realtà è vera e propria evocazione. Questa vena evocativa è presente con costanza in tutti gli episodi presenti nell’album e viene sempre in primo piano in maniera profondamente partecipata, grazie alle vocals di Thomas Eriksson pregne di sofferenza e di catatonici rimandi intimistici.
Le sei tracks presenti hanno tutte un valore qualitativo elevatissimo e si pongono all’interno di una eccellenza che ripudia ogni rimando alla facilità, grazie ad un mood solenne che mette in piena luce un songwriting elegante e denso, come accade in quel piccolo capolavoro che risponde al nome di “Punishment & Ordeal”, ove una ampia parentesi acustica implode entro espressivi e decadenti riffs, donando, per contrasto, quella sensazione di smarrimento di cui parlavo. È la solennità la vera e propria componente di fondo di questo lavoro, una solennità che incute timore e che è gravida di sensazioni escatologiche, che disegnano antri di riflessione ove viene alla luce con forza la caducità della corporeità rispetto ad un ideale trascendente. E la finale “Drunk with Wormwood”, con le sue note di piano dal taglio neoclassico ne è la dimostrazione lampante. È incredibile come la band sia riuscita a creare un sound che riesce ad avere la pesantezza dei primi lavori dei Cathedral e la spiritualità dei Trouble.
Un lavoro intenso, elegante e decadente mosso da una vibrante componente spirituale che prende forma attraverso un sound pesante ed ipnotico. Un album che è un sentire d’animo.