
Che Il Maniscalco Maldestro, siano una band unica, è cosa nota, sin dall'articolo determinativo che compare nel nome della band stessa. Questo, infatti comporta unicità, una unicità che, naturalmente, trova egual riscontro, sotto il profilo musicale, lirico e di intenti.
La band toscana, dimostra con questo nuovo lavoro, di aver raggiunto una maturità compositiva superiore, che fa proprio il piglio geniale, di Primus e Mr Bungle, articolandosi attraverso continui rimandi sonori, a più disparati generi, e che proprio per questo suo modus, volto al non dare coordinate, diviene (per libertà espressiva), simile a quello che si può definire un moto (filosoficamente inteso) "zappiano".
Le dodici tracce che compongono Panna, Polvere e Vertigine, hanno il proprio punto di forza, nell'attuazione della propria struttura (che in realtà è una non-struttura, che di continuo costruisce e decostruisce sé stessa), che partendo dal Rock (termine che va assunto nella sua totalità),va ad abbracciare, Folk, Jazz, orchestrazioni ove si intravede lo spettro di Ennio Morricone, e un gusto per i riffs, che riporta alla mente Queen Of The Stone Age ed AD/DC.
Dal punto di vista lirico, questo nuovo lavoro de Il Maniscalco Maldestro, propone la solita "insana" dialettica, fatta di sottile ironia, che potremmo definire socratica, per quel suo modo che ha di interrogare l'ascoltatore, attraverso il rassicurante uso delle rime (sempre ricercate), a cui si contrappongono, i temi dello status dell'uomo contemporaneo, sempre in bilico, tra mobilità professionale, ed immobilità intellettiva.
Un disco, che nella propria ecletticità, esige e necessita, un lavoro da parte di chi lo ascolta, questi infatti, ha il compito di ricomporre questo insieme di "fotogrammi sonori". Un lavoro che per questo suo modo d'essere, elude ogni rimando alla facilità, o comunque, al concetto di prodotto (e alla determinatezza, che si lega a tale termine).
Il Maniscalco Maldestro, è uno splendido suggeritore di pensieri, che come la Sibilla Cumana, indica, metodologicamente, la strada da percorrere, e mai la soluzione. Mai come in questo caso, l'ascoltare è un ricercare.