
- 2009
- Massacre/Audioglobe
- Valutazione: 8.5/10
A metà degli anni 90 arrivarono dalla Svezia due bands capaci di ridare linfa e di dettare nuovi stilemi per il power metal. Queste due bands rispondono al nome di Morgana Lefay e Tad Morose, entrambe proponevano un sound dotato di solide basi che riportavano alla mente il power metal americano (Savatage in particolare), e miscelavano queste con un feeling profondamente oscuro.
Oggi, alcuni membri delle due bands, eccezion fatta per il bassista Henke Westin, si uniscono in un nuovo progetto, gli Inmoria. Che sono completati da: Charles Rytkönen - vocals (Morgana Lefay), Christer Andersson - guitar (Tad Morose), Danne Eriksson - keyboards (Tad Morose), Peter Moren - drums (Tad Morose). Con tali premesse il debut album della band Invisible Wounds, non poteva certo non essere un disco di peso. In realtà l’album supera ogni più rosea aspettativa e si candida ad essere uno dei lavori più interessanti all’interno della scena metal di questo 2009.
Il sound proposto (come è facile aspettarsi) è il risultato che scaturisce dall’unione stilistica delle bands madri, con un occhio rivolto alla modernità, in particolare nell’uso di alcuni suoni di tastiera. Un disco semplicemente bello ed intenso come non se ne sentiva da tempo. Dotato di un mood sofferto ed in questo gran merito va alla prova stupefacente di Charles Rytkönen (vicinissimo all’intensità del miglior Jon Oliva). Gli episodi presenti, si muovono sempre su standard qualitativi altissimi, tra questi: l’ipnotica opener Come Insanity, la veloce ed oscura Alone, e quel piccolo capolavoro che risponde al nome di Fantasy, capace di far rivivere le atmosfere sognanti e crepuscolari di un album come Streets dei Savatage. Perfetta la produzione e la prova strumentale della band tutta, con particolare citazione per un lavoro tastieristico dinamico e forte, che ha come effetto quello di arricchire il corpus sonoro rendendolo pregno di zone d’ombra, tale lavoro frutto di Danne Eriksson si introduce alla perfezione (e mia in maniera invasiva), entro un muro di riffs compatti e dalle sfumature progressive.
Per un fan dei Savatage come il sottoscritto è un piacere misto ad una triste costatazione, l’affermare che questo Invisible Wounds traccia una linea impercettibile, con la produzione dei fratelli Oliva, riuscendo a sembrare la degna continuazione di quel poetico ed intenso discorso musicale. Un lavoro che riesce ad essere superiore a Maleficium dei Morgana Lefay ed a A Mended Rhyme dei Tad Morose. Un piccolo must, oscuro e pieno di vibranti emozioni.
- Come Insanity
- Alone
- Fantasy
- As I Die
- Misery
- Circle Of Memories
- Haunting Shadows
- Will To Live
- The Other Side
- I Close My Eyes
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