
Ci sono alcuni dischi, che con la propria forza sonora, riescono a parlare direttamete allo spirito dell'ascoltaore. Between Elation And Despair, entra di diritto nella categoria detta, e questo suo appartenere a tale categoria ne rende particolarmente arduo descriverne i modi con cui ciò si attua. O meglio, quei modi, come in ogni opera d'arte che si rispetti, devono restare arcani, sconosciuti, in quanto modi dell'anima, ovvero, movimenti in sé stessi.
Un corpus sonoro, criptico, oscuro, solenne, che partendo da stilemi funeral Doom, muta, e diviene vera e propria poesia. Una poesia fatta di toni bui, estatici e contemplativi. Una vera e propria raccolta di elegie (nell'accezione che gli antichi davano a tale termine, ovvero έλεγοσ, che assume il significato di lamento funebre), perfette nella propria scansione ritmica (o metrica, se preferite), che prende forma in modo lento e che fa della ripetizione (non della ripetitività), il proprio modus operandi volto alla contemplazione. Una contemplazione, che passa dai "Canti Ossian" di James MacPherson, e dalla "Elegia scritta in un cimitero di campagna" di Thomas Gray.
Un Album, che nel suo darsi sotto la mera forma di prodotto, ha in sé tracce di assoluto.
"Or a guardar le fredde ignobili ossa
dall'ingiurie del ciel, qui presso eretto
di fragil terra un monumento, adorno
di rozze rime e disadatte forme,
dal molle cor del passaggero implora
picciol tributo di sospir pietoso.
I lor nomi, i lor anni, informe scritto
d'inerudita Musa, all'ombre oscure
servon di fama e d'eleghi dolenti."
Thomas Gray 1716