
Otto concetti anticristiani dal piglio feroce e profondamente malevolo. Questo è in poche parole “Ad Discipulum”, nuovo nero capitolo della saga dei valdostani Nefarium che lungo gli otto brani che compongono il disco, passano in rassegna vari personaggi storici legati al mondo cristiano e biblico e di questi decantano la falsa morale ed il bieco uso di concezioni trascendenti volte a radicare forme di potere.
Per ciò che concerne il lato musicale in senso stretto, i Nefarium si confermano una vera e propria espressione di ferocia Black Metal, una ferocia che si nutre di un piglio tecnico di caratura elevata e di un mood di fondo che sa di annichilimento e di fisicità, capace di riuscire a trasportare l’ascoltatore entro meandri morbosi, sinistri e maestosamente tinti di odio secolare. Che si tratti della spietata opener “Tongue Of The First Pope (Simon Peter)” o delle atmosfere maggiormente ombrose ed atmosferiche di “Servus Servorum Satanae (Benedictus XVI)” con tanto di violino a render il tutto ancor più inquieto, la band dimostra di essere, ormai, tra i nomi di maggior rilievo della scena tutta. Ciò avviene grazie a brani dalle strutture ricercate che eludono ogni rimando ad una qualsivoglia forma di banalità compositiva ed espressiva e che fanno della variazione (sempre sotto il vessillo della velocità) il proprio modo d’essere.
Vi è poco altro da aggiungere ad un lavoro che in alcuni punti sfiora la perfezione assoluta, un lavoro per cui ogni altra descrizione sarebbe assolutamente vana. Un lavoro capace di donare nuova linfa buia alla scena tutta. Un must che è espressione d’odio in musica.