
The Anticosmic Overload ,traccia di apertura, nel suo incedere, mette subito in rilievo quella diversità di cui parlavo poco prima, e che si fa strada passando da strutture pregne di primordiale aggressività a strutture dotate di maggior riflessività queste due componenti vanno a bilanciarsi in una sintesi perfetta, capace di creare una alchimia in cui ogni singolo elemento non è mai frutto di casualità, ma di una accresciuta formazione tecnico/compositiva da parte della band. Degne di nota la splendida strumentale Orbital Elements dalle linee melodiche "cosmiche" e dagli stacchi ritmici che chiamano in causa riflessioni jazz, e Noospheres che si dona all'ascoltatore con la propria altalenante essenza che si fa ora impalpabile e fredda (grazie al venire in primo piano di vocals filtrate ed "aliene") ora densa di umori ferali.
Tutto l'album si muove sulle coordinate descritte e riesce, come detto, a bilanciare in maniera perfetta le due componenti che lo compongono in una dialettica (strumentale, tecnica, compositiva, concettuale) superiore.
Fate vostro Cosmogenesis, sarebbe assurdo privarsi di questo piccolo capolavoro.