
- 2009
- Massacre/Audioglobe
- Valutazione: 8/10
Impatto aggressività potenza, così apre “Arise” ultimo lavoro dei teutonici Rebellion giunti al loro quinto album , che annoverano tra i propri elementi Uwe Lulis ( guitar ) & Tomi Gottlich ( bass ), entrambi ex Grave Digger. A differenza del precedente ”Miklagard", il nuovo concept non usa mezzi termini, rinunciando ad intro e cantastorie, ma irrompendo con ” War” ( il titolo già la dice lunga), brano d’apertura caratterizzato da un riff di chitarra semplice ma tagliente e da una batteria che crea potenza nell’impatto. A mala pena riesco ad imbracciare asce e spade che con la fine del primo brano vengo subito spiazzato con un inizio di pianoforte da Arise ( title track ), che rievoca melodie di “The Diarist” dei nostrani Dark Lunacy . Il brano in questione infatti e’ caratterizzato da un groove più attento alle sonorità moderne ed alla melodia.
A questo punto vi chiederete :<< cosa centra la band tricolore con i Rebellion?>>. Beh! me lo sono chiesto anch’io , ed infatti mentre ripongo le armi bianche ecco arrivare la smentita con “ Asgard ” . Vengo investito dalla terza track con un riff in quattro quarti cadenzato e potente che e’ già il preludio alla battaglia.
Il sound rimane grosso modo sempre lo stesso fino a “ Thor ” settimo brano della durata di 9:06 minuti, che lascia nella parte finale ampio spazio a sinfonie orchestrali , per poi ritrovare potenza ed impatto con il brano successivo “ Evil “, riportando l’ascoltatore allo stesso approccio iniziale. Si continua così per altri 3 pezzi fino a concludere questa terza parte di “History of the vikings - saga -“ con “Einherjar“, una ballad degna di un finale trionfale come questo full-lenght.
Nel complesso i Rebellion dimostrano una grande maturità musicale ed abbandonano quel power teutonico ( anche un po’ scontato in molti refrain ) di “Miklagard “, per destreggiarsi in un groove che racchiude in esso tante sfaccettature!
Anche la voce di Michael Seifert cambia molto rispetto ai lavori precedenti, per dar spazio a maggior aggressività nelle melodie, a discapito di qualche ottava più alta, ma a fronte di un impatto che nel contesto fa di “Arise” davvero un ottimo lavoro.
- War
- Arise
- Asgard
- Odin
- Runes
- Bolverk
- Thor
- Evil
- Loki
- Prelude
- Ragnaröck
- Einherjar
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