
Rudra nella religione Induista è la forma primordiale di Siva, nel suo aspetto volto alla distruzione. Rudra è provvisto di frecce che procurano malattia. Rudra è "colui che al tempo della dissoluzione cosmica induce al pianto tutti gli esseri viventi".
Dopo questa breve introduzione, preposta a rendere nota ai lettori, la derivazione del nome della band proveniente da Singapore, passiamo all’esame di questo nuovo capitolo nella discografia della band (il quinto, per la precisione), una band che dal 1995 ha dato inizio a quello che è definito vedic-metal, e che si è saputa ritagliare uno spazio personalissimo, all’interno del panorama metal mondiale. Brahmavidya: Transcendental I è un nuovo capolavoro che si compone di quattordici momenti pregni di spiritualità e di slanci “fisici” che attraverso il proprio darsi in forme e strutture intricate, riescono sempre a risultare eccellenti, grazie ad una fecondità sonora senza pari. Una fecondità sonora, che riesce a vestirsi di echi death e black, ma che in modo quasi trascendente (il titolo del disco, non è messo li a caso), ne supera sempre i confini, grazie al proprio restare legata alla tradizione spirituale e religiosa. Il tutto avviene sempre in maniera spontanea, per merito di una maturità tecnica senza pari, che tende a privilegiare momenti e stacchi ritmici, che rimandano sempre ad un universo di colori e di umori distanti dalla facilità e dall’immediatezza. Vi troverete ad essere assaliti da: blast-beat, riffing veloce e spietato, stacchi ritmici dai tagli irregolari, cori e strumenti tradizionali, tutte queste componenti si plasmano in un corpus superiore, che attraverso la furia classica del metal estremo, riesce sempre a trasmettere un senso di quiete disarmante.
E’ inutile soffermarsi sulle singole tracce di questo lavoro, ne si tradirebbe l’intima essenza, perché Brahmavidya: Transcendental I è un viaggio spirituale. Un intenso tributo ad una forma ideale, che non dimentica mai il proprio essere materiale. Per i Rudra, il kali yuga (l’era buia del disfacimento e dell’ignoranza, per gli induisti) è ancora lontana dal palesarsi.