
E' sempre difficile suonare death metal senza cadere nella monotonia sonora ed essere vittime di quelli che sono i "pezzi grossi" del settore, i Symbolyc sembrano esserci riusciti.
Il quintetto napoletano, armato di tanta rabbia, suona un death metal di derivazione polacca e scandinava con un pizzico di quella "cazzimma" (traducibile in senso lato come violenza gratutia, in qualsiasi ambito) che caratterizza ogni buon napoletano.
"Engraved Flesh" è il loro primo full-lenght; l' album si apre con "Dead Inside", brano senza preamboli, che ci prende e ci scaraventa in un concentrato di orrore e rabbia che non vede soluzione se non la fine della traccia.
Segue "Within the Realms Of Human Awareness", un brano che scuoterà violentemente le menti degli ascoltatori per proiettarli in oppressivi e sanguinolenti scenari dal retrogusto vagamente Grind.
"Wingless" è una traccia che ci spedisce in terra scandinava a risvegliare mostri sacri come Dissection, tempi altalenanti, refrain malinconici e bui nei quali si mettono in mostra parti di batteria dalle ritmiche e dai groove circolari, e chitarre trascinate, che sembrano voler svegliare le nostre più recondite paure. Sulla stessa falsa riga corre anche "Suffering".
Facciamo un piccolo salto fino alla Title Track "Engraved Flash", con la quale i Symbolyc riescono a stranire l' ascoltatore con grande efficacia, infatti, il povero malcapitato reduce dagli epici scenari proposti da "Oncoming Apocalypse", si trova ad affrontare un pianoforte che emette un ciclo di note esasperate ed esasperanti (per essere più chiaro provate ad immaginare cosa possa produrre un Ludovico Einaudi devoto all’insania).
Il tutto si conclude con quella che a mio avviso è la traccia più riuscita di tutto il lavoro: "The Parasite's Curse". Riprendendo le note della precedente traccia, "Parasite's Curse" si apre con un crescendo di chitarra che sfocia in un vero e proprio fiume Death Metal che è sintesi di questo piccolo gioiello che è l' album.
Break, accelerazioni, assoli, riff che vengono giù come sassi, groove, e tanta old school, tutto questo è "Engraved Flesh", un album che ha tutti gli ingredienti per poter soddisfare qualsiasi tipo di ascoltatore, anche i metallari più snob e diffidenti , ed un lavoro che ha tutte le carte in regola per poter essere eletto miglior album estremo italiano del 2009.
P.S.
Maneggiare con cura.