
A tre anni di distanza dal debut album “Days of Nothing”, tornano sulle scene i nostrani The Foreshadowing, e lo fanno con un lavoro che amplifica e porta a compimento le impressioni, già ottime, del predecessore. “Oionos”, questo il titolo di questa nuova release, si discosta dal predecessore per un mood di fondo maggiormente oscuro e solenne, lontano dalle malinconie sfarzose del gothic e molto più vicino all’eleganza contemplativa del Doom che non esclude rimandi rassegnati a barlumi dark.
L’album è composto da undici tracce di doom emozionale ove viene in primo piano l’animo di una band matura, libera da preconcetti e capace di riassumere nella propria proposta: riffs foschi e lenti, ritmiche monolitiche e decadenti, melodie che nel proprio compiersi sono quanto di più simile può essere definito movenza d’animo, per l’assoluto trasporto con cui vengono decantate. La prova della band, lungo tutta la durata del disco, non porta con sé sbavatura alcuna, merito anche della produzione affidata a Giuseppe Orlando, come sempre capace di tirare fuori un sound che ha pochi pari per intensità. Su tutto svetta la prova vocale di Marco Benevento, che grazie alla propria timbrica calda e profonda è riuscito a cogliere l’essenza spettrale che avvolgeva un lavoro come “Discouraged Ones” dei Katatonia.
Per ciò che concerne i brani presenti, i The Foreshadowing, hanno deciso di incupire ogni singolo tratto degli stessi e di portarli verso uno spleen emozionale che trova compimento ultimo in un costante senso di fine imminente. Tali sono: “Outsiders” , “Fallen Reign” e la nenia (piano e voce) “Survivors Sleep”, vero e proprio tratto di dark barocco. Una citazione a parte merita la cover di Sting “Russians”, resa in maniera straordinaria, capace di vestirsi di riffs doom tanto da divenire ancora più intensa nel proprio raccontare di guerra fredda e di spettri atomici.
In conclusione,“Oionos” può tranquillamente fregiarsi del titolo di piccolo capolavoro, una gemma di intensità e di eleganza ove prendono forma oscure trattazioni di poetica decadente.