
Seconda release, per la band romana, che segue al debut Riding A Cannibal Horse From Here To, anche in questa seconda occasione, la band ci propone la propria miscela sonora, che fonde sapientemente l'immediatezza sfrontata dell'hardcore, alla carica grezza del grind, il tutto sotto la bandiera di un eclettismo esecutivo e compositivo, straordinario. Un eclettismo che si esplica attraverso, cambi di tempo repentini e stacchi ritmici dotati di folle non-sense (alcune volte, sembra di ascoltare i Dead Kennedys di Plastic Surgery Disasters), questa vena eclettica, pone in primo piano, lo spirito di una band, che fa della sperimentazione il proprio modus operandi, e che grazie a questo, riesce ad essere originalissima.
L'originalità, è questa la chiave di lettura di questo album, una originalità riscontrabile, in tutti gli undici episodi presenti in Satan Told Me I'm Right, episodi ove aleggiano, spettri che sanno di grindcore, punk, rock, death, postcore e jazz, il tutto avviene senza trascurare mai la struttura della composizione singola, che resta sempre ben determinata nel proprio folle dipanarsi.
Spogliatevi di ogni preconcetto, abbandonate le catalogazioni legate al concetto di genere e le restrizioni da esso derivate, e potrete cogliere appieno, questo album. Album che mostra una band, che non ha paura di affrontare sé stessa, attraverso un continuo scontro con la diversità intrinseca in ogni genere-sottogenere, che fa proprio.
Fate vostro Satan Told Me I'm Right, e scoprirete una band unica, dotata di un piglio sperimentale superiore, che nel suo darsi in un continuo divenire sonoro, resta inafferrabile.