
Nati nel 1998 i The Project Hate MCMXCIX, giungono con The Lustrate Process al settimo album. Questo settimo sigillo, proprio come nel film di Bergman (con il quale la band condivide la nazionalità), è un concentrato di visioni apocalittiche, e proprio come nel film del grande regista svedese, qui si pone in eccellenza il rapporto uomo/divinità. Tale rapporto, che nel film era analizzato dal punto di vista univalente (uomo/Dio), in The Lustrate Process, diviene bivalente; dal punto di vista del feeling vi è un eterno scontro tra due contrapposte forze ultraterrene. Quella divina, che prende forma attraverso la prova magistrale e suadente di Jonna Enckell, capace di dar forma ad un cantato pregno di pathos, dalle movenze ammalianti e rassicuranti. A questo fanno da opposto le prove di forza di Jörgen Sandström (Putrefaction (Swe), Torture Division, Grinding Death, Anguish, Toolshed), Martin van Drunen (Pestilence), L.G. Petrov (Entombed) e Johan Hegg (Amon Amarth); veri maestri di un cantato volto a disegnare allucinate visioni infernali attraverso una intrinseca diversità timbrica, che ha come comune denominatore l’uso delle growl vocals. Questo comparto vocale si muove sopra un intenso e variegato tappeto death/industrial, entro il quale si ergono con forza: tentazioni neoclassiche ed amorfe divagazioni noise.
Le sette tracks presenti, non hanno momenti di calo, e sono dotate di un taglio complesso al quale la voce della Enckell da costantemente ordine attraverso dei chorus capaci di sprigionare una emozionalità superiore, che riesce a riassumere il tutto senza sforzi, lasciando così che la proposta risulti vibrante e distante da ogni tentazione volta ad arrecare tedio. Semplicemente magistrale in questo senso The Locust Principles, nove minuti di pura teatralità in musica.
Un album fatto di lucida violenza e di arcana ed oscura bellezza, che mostra una band unica, dotata di una personalità capace di completarsi da sé album dopo album. Un’ora di grande musica.
« E quando [l'Agnello] aprì il settimo sigillo, fu silenzio nel cielo come di mezz'ora »
(Apocalisse, 8,l)