
Si dice sempre che gli estremismi sono deleteri, di qualsiasi polo si tratti, ma purtroppo le vie di mezzo sembrerebbero non esistere. Nel Black Metal sembrerebbe che ci sia stata quasi un' abiura del proprio controverso passato, come se la maggior parte delle band contemporanee si siano prese la briga si suonare quanto il più figo possibile per far dimenticare le tanto discutibili ideologie di partenza. E qui ci sarebbero da citare un po' di band della nuova Cascadian-school e di qualcuna sparsa in zona mitteleuropea, ma preferisco andare oltre.
Invece poi ci sono quelle band che pur rendendo sfacciatamente omaggio a band quali Darkthrone e Burzum, riescono a dire molto di più di gruppi tipo gli Absu e riescono a scrivere album più incisivi e arrapanti dell' ultimo dei Wolves in The Throne Room (non mi è piaciuto, qualcosa in contrario?).
Gli Aphrenous sono una di quelle band che nel 2011 hanno avuto le palle di scrivere un disco alla vecchia maniera, senza fregarsene dei trend. Anzi forse è proprio alla faccia dell' incessante ascesa delle band black statunitensi che loro hanno deciso di scrivere un disco così fottutamente old-school.
Loro vengono dagli Stati Uniti d' America e per 50 minuti ci portano alla ri-scoperta delle più oscure origini del Black Metal, in brani come “Wheight of A Thousand Hands” si percepisce il glaciale e pungente respiro di dischi del calibro di Transylvanian Hunger, l' alternanza di riff taglienti e di stagnazioni ambient, ci riportano alla mente tutti i precursori del genere per come lo si concepisce oggi. Cambi di ritmo, incessanti malinconiche cavalcate, arpeggi di una freddezza e di un' incisività che non le si sentiva da anni ormai, decadenza e morte. Black Metal.
“Ravaged by The Incessant Sourge of Deception” sembrerebbe quasi essere un disco black metal che parla del black metal stesso, volendo scommettere qualcosina mi viene da dire che è un disco Meta-black. Questo perchè gli Aprhenous e il loro disco si configurano come l' incarnazione di quello spirito perduto, partigiani di una guerra dimenticata, baluardo degli irriducibili e asilo di chi è stanco dell' incessante dilagare di tediose prefissazioni.
Ovviamente “Ravaged by The Incessant Sourge of Deception” non è soltanto mero citazionismo, in effetti non lo è affatto è solo nostalgia e coscienza storica, puro amore. Spirito Black Metal come non lo so percepiva da almeno 15 anni.
In questo disco vi è solo ed esclusivamente Black Metal, se siete nati e cresciuti in compagnia delle persone giuste questo disco non potrà che farvi piangere lacrime di gioia , se invece Xasthur è la vostra massima esperienza di Old School, spero che stiate scherzando.
Pur ammirando alcune realtà contemporanee, spero che band del genere vengano fuori sempre di più, un po' per il bene del mondo un po' per il mio personale tornaconto.
In parole povere, un disco da avere e da osannare, capolavoro di neoclassicismo black metal.