
Attivi dal 2008, i veneziani From the Shores ci inviano il primo, e sino ad ora unico, lavoro dato alle stampe dagli stessi. “Until My Last Breath”, questo il titolo della autoproduzione in oggetto, si compone di quattro brani, più una breve intro, per una durata complessiva che supera di poco i 18 minuti. Prescindendo dalle dinamiche compositive e dalle referenze stilistiche, la prima cosa che si nota ascoltando il disco, è una produzione curatissima, cristallina, che lascia emergere con forza i contenuti sonori.
I quattro brani sono tutti ottimi e trovano i propri riferimenti nella scuola svedese Death Metal, in particolare nelle sue sfaccettature melodiche. A ciò si aggiungono: dichiarazioni di tasso tecnico e spaccati maggiormente moderni che anche se rimandano al groove non dimenticano mai la materia di fondo. Ottimi i solos di chitarra così come le vocals corpose e feroci e le ritmiche chirurgiche.
Tra i brani presenti è forse “Serve the Flesh For Dessert” a spiccare, anche se è l’uniformità qualitativa ad essere tra i punti di maggior interesse di “Until My Last Breath”. In fine, tra le cose che maggiormente si lasciano apprezzare lungo l’ascolto, vi è il mood variegato che soggiace ai brani e che si pone a metà strada tra la visionarietà degli At The Gates e la fisicità marcata dei lidi Deathcore.
Concludendo, un lavoro di tutto rispetto, che ci presenta una band pronta per il salto di qualità e che già tre anni orsono (ovvero quando questo lavoro è stato registrato) aveva le idee chiarissime.