Sorprendersi, non è altro che una affezione del vivere. Ma non solo, essa è anche uno svelarsi continuo, un rinnovo costante del piacere. Perché è attraverso il restar sorpresi che lo spirito si rinnova e va oltre ogni forma e determinazione. Quando però, si è scelta la via della critica musicale, e si ascolta una media di dischi, nell’arco di un mese, pari al doppio dei giorni dello stesso; spesso diventa difficile sorprendersi. È come se si fosse assuefatti da alcuni tipi di sonorità, fino a trovare le stesse, avulse. A volte però può capitare, che nonostante, non ci si trovi al cospetto di un lavoro sperimentale, o dedito in toto all’avanguardia, si possa rimanere positivamente colpiti.
Senza alcuna ombra di dubbio residuo, quanto espresso nelle ultime righe, inquadra in maniera esplicita questa primo full dei campani Midian. Ma prima di procedere con la recensione, vorrei fare il punto della situazione riguardo ad un ricordo che mi rapporta alla band e che si rivelerà fondamentale per il lettore.
Circa un anno fa, ebbi modo di vedere i Midian, dal vivo, presso il Campania Metal Fest. Pur offrendo una buona prova, dal punto di vista dell’attitudine, la band appariva alquanto legata a forme di cliché compositivo, e sinceramente, questo mi dava da pensare ad uno dei tanti gruppi avviatisi verso l’oblio. Qualche mese fa invece, arriva questo “Screaming Demon”, un lavoro che mette in luce i numerosi progressi operati dalla band. Primo fra questi, la scelta della vocalist Miriam Granatello. Tale mossa si rivela da subito vincete, perché la “gentil donzella” (concedetemi qualcosa di desueto, nda) ha rinnovato in me il ricordo della ferocia vocale di Sabina Classen degli Holy Moses. Non solo; il cantato lungo tutti i brani del lavoro, aggiunge un sostrato, temporalmente, più vicino e reale (o vissuto, che dir si voglia) ai brani stessi.
Certo le strutture delle tracce restano ancora legate a stilemi di derivazione classica, in ambito Heavy / Thrash, ma la rabbia ‘core della voce della singer volge a creare dei piacevolissimi contrasti, in un gioco che tende ad avvicinare l’ascoltatore ad una ferocia suburbana, e nel contempo, a cullarlo entro strutture metalliche fiere di appartenere e di essere chiuse entro un ambito old style. In virtù di quanto detto, nascono brani di degno valore come: “Living Madness” e “Time To Die”, perfetti nel proprio restare a metà tra groove e fraseggi figli della NWOBHM. Altro fattore che potrebbe rendere facile la diffusione della proposta Midian, è l’assoluta semplicità ed immediatezza del riffing, che elude psicologismi.
Certo vi sono dei passaggi da correggere e alcune autocitazioni sonore che vanno evitate, così come trovo stantio il brano strumentale, che porta il nome della band, e che ha come unico risultato quello di far scemare la tensione di fondo che anima il disco.
In definitiva, una band in costante crescita, e “Screaming Demon” è qui a dimostrarlo. Anche perché alla luce di questo lavoro, la strada per i Miidian appare quanto mai in discesa. Perché la volontà di voler progredire, spesso può essere più forte di qualche imprecisione o di qualche referenza troppo marcata.