
Non ho mai nutrito sfiducia verso realtà musicali guidate o composte da membri di sesso femminile, questo perché non credo che l'Heavy Metal sia un genere prettamente maschile, e poi a vedere il pubblico oggigiorno sembrano essere più le donne che gli uomini le vere “Defenders Of The faith” e a supportare la scena.
Ovviamente non includo nel mio discorso (questa è una cosa che riguarda me e basta) le ciarlatanerie della serie: rose rosse, candele, teschi, rubini, corsetti (di pizzo) e falsetti più violini (avete capito bene parlo di Gothic). Razzismi a parte, ecco a voi i Self Digrace, band composta per il 50% da donne (Sangre Da Lyn e Isa Brutal, rispettivamente cantante e chitarrista) e per l'altro da uomini (Kueger e Cereus).
IL disco in questione è la demo risalente al 2009 dal titolo “Rotten Rvenge”. In trenta minuti articolati in sei tracce, i Self Disgrace si prodigano in un Thrash/Death a tinte groove che per come si presenta, da l'impressione di venir suonato da una super band della quale fanno parte: Scott Ian, John Connelly, Tommy Vetterli e Marky Edelmann; “Ottimo!” direte voi, “...” dico io. Il disco, complessivamente, è suonato in modo tecnicamente soddisfacente e la band si dimostra volenterosa e capace di poter navigare in queste acque.
Ciò che purtroppo mi lascia perplesso e riluttante ad esprimere elogi a iosa, sono quelle ingenuità e imprecisioni dovuti un po' alla scadente produzione, un po' alla mancanza di grinta per tutta la seconda metà del disco. I SD partono a razzo, proponendo brani come “Rotten Revenge” e “Forest Of Fear” che procedono a suon di riff taglienti (non brillantemente supportati dalla batteria) e da un complessivo songwriting sufficientemente solido, ma poi questa verve si perde per strada lasciando il posto ad una più malinconica reminescenza classic death. Un disco che sembra essere più un tributo che un prodotto originale. Ma con tutta la probabilità, visto che la stesura del materiale risale a qualche anno fa, la band avrà avuto modo di mettere a fuoco qualche componente maggiormente personale.