
Gli Static Pain sono un quintetto nato nel 2002 a Latina. Come la maggior parte della band, nasce tra i banchi di scuola, dove Giovanni e Denis si scoprono musicalmente affini e con tanta voglia di dire al mondo la loro. E come se non suonando ciò che più gli piace?
La proposta musicale degli SP si fonda sulla primissima ondata di Nu-Metal proveniente dagli USA, Korn e Slipknot su tutti. Tutto ciò non vi suonerà ovviamente nuovo, ma la bravura di questi cinque ragazzi sta proprio nel saper sfruttare in modo intelligente i propri idoli, che nella loro essenza sono molto lontani gli uni dagli altri, imbastendo un concentrato di mid-tempos e psicotiche prestazioni vocali veramente godibile e senza troppe pretese. Una sorta di Nu-Metal all'italiana potrei azzardare, perché è pur vero che non è propriamente tutta farina del loro sacco, ma dobbiamo anche ammettere che di personalità questi ragazzi ne hanno tanta.
“Hemophilia” è il loro primo full-lenght, si articola in dieci tracce, sei delle quali sono ri-registrazioni di brani presenti nel precedente demo “Uknown”. Un disco che è nel suo complesso godibile e che presenta dei momenti degni comunque di attenzione e che fanno ben sperare: “Follow The Light”, “Leave My Eyes” con i suoi echi ‘core (forse il brano più riuscito alla band di latina) e “Melody Of Soul”.
Niente da recriminare agli esordienti Static Pain, questo “Hemophilia” è la loro prima vera prova discografica e si sono meritati una sufficienza più che abbondante, ovviamente c'è n'è ancora di strada da fare, ma il tempo certo non manca per meditare sugli errori e sulle sbavature da correggere. Ma queste son cose che vengono con l'esperienza, quindi questo non vuole essere un giudizio definitivo ma attendiamo correzioni da parte della stessa band.