
The King’s Band è in realtà una one man band costituita dal solo Karlage King, autore di tutti i brani che poi vengono arrangiati e registrati con l’aiuto di musicisti in carne ed ossa, che lasciano al a Karlage il soli compiti vocali. Quello proposto dalla band è un metal old style di derivazione 80’s che prende a piene mani dalle produzioni americane in ambito Street/Glam Metal. Il lavoro in questione, dal titolo omonimo, ci presenta tre brani che idealmente vanno a ricollegarsi alla scena già citata dei vari lipstick killers, ma per ciò che concerne la contingenza, i brani lasciano piuttosto a desiderare. E non solo per una produzione scarna e troppo essenziale, sulla quale si può sorvolare, ma per una dozzinalità che tende a farla da padrone in tutte le tracce e che lascia ben poco scampo alle sorti del lavoro tutto.
Uno dei punti deboli è proprio la voce del singer, incapace di dare ai brani quel sostrato di sfrontatezza, vero e proprio marchio di fabbrica del genere in questione. Essa, la voce, resta piatta e priva di sbocchi dinamici finendo per rovinare anche un brano come “Death Or Glory” che risulta ben congeniato, nella sua semplicità.
Vi è poco altro da aggiungere, ad un lavoro, che al momento presenta una band ancora troppo acerba per pretendere un qualsivoglia stralcio di contratto discografico. C’è ancora molto lavoro da fare, l’attitudine da sola non avrebbe generato i vari Motley Crue, Pretty Boy Floyd, Cinderella e compagnia opulenta.