- Visto che siamo a fine mese è il momento di fare il punto della situazione, ci stavamo già lavorando perché nell’ultimo anno gli eventi infausti, che hanno colpito la scena metallica, sono stati tanti e di entità grave. Ma quello che sta accadendo in questi ultimi giorni ha del paradossale. Ovvero, oltre ai casi morte, sui quali si può restare sbigottiti, sono i casi di defezione che stanno letteralmente azzerando le bands, a suscitare maggior scalpore.
Gli ultimi, e più importanti in ordine di tempo riguardano Judas Priest, Nevermore e Kamelot. I primi rimasti orfani per il tour d’addio di una delle colonne portanti della band, ovvero quel Kenneth "K.K." Downing, che non è riuscito a mettere da parte l’orgoglio. Non è a passato su beghe, con tutta probabilità, legate a dissidi interni e con il management (che vi sia in ballo il Dio denaro?). Lasciando in tal modo i fans privi di godere in maniera piena, del tour finale.
Non di minore importanza, sono le defezioni di Jeff Loomis e Van Williams, rispettivamente chitarrista e drummer dei Nevermore. Anche in questo caso i motivi sono da imputare a lotte intestine all’interno della band, e dire che qualche giorno fa spulciando la pagina Twitter del cantante Warrel Dane, si leggeva: “sto componendo nuovo materiale per i Sanctuary (band da cui sono nati i Nevermore), e sono concentrato solo su quello”. Un avvertimento? Chissà, resta l’amarezza per una band che si reggeva su una forma quasi alchemica, in cui tutti gli elementi erano perfettamente bilanciati. Un meccanismo che forse non tornerà più. E dire, che il nome Nevermore, fu scelto proprio perché dopo lo scioglimento dei Sanctuary, si voleva scongiurare un’altra cosa simile.
Infine , qualche ora è arrivata la notizia che vede il singer dei Kamelot, Roy Khan, abbandonare una band che lentamente si era costruita un posto di rilievo all’interno della scena Hard & Heavy. Questa volta, stando al comunicato stampa diffuso, i motivi sembrano essere di natura religiosa, e quindi non vi sono giudizi di sorta.
Naturalmente, il caso gioca un ruolo fondamentale, in questa continua serie di accadimenti. Ma un senso di stupore misto a “spavento” è innegabile, da parte di chi segue la scena tutta.
Che sia il far parte della macchina (come nella maggioranza dei casi); ovvero come cantavano i Pink Floyd in “Welcome to the Machine”. O che, si voglia credere ad un ipotesi fatalista, restano sul suolo nomi importanti, ormai “amputati”.