
Ritorno sulle scene per gli S.C.A.L.P., tra le metal band russe di maggior spessore, i nostri giungono con questo nuovo “Chuzhaya Voina” al terzo full-length, il primo ad essere scritto e cantato completamente in lingua madre. Questa scelta, se da un lato aggiunge un barlume di originalità ai soliti stilemi che vedono trionfare l’idioma albionico su tutti, dall’altro potrebbe pericolosamente chiudere alla band le porte del mercato internazionale.
Prescindendo da ciò, questo nuovo album si pone, dal punto di vista qualitativo, sullo stesso livello dei predecessori , risultando sempre ben suonato e ben composto nonostante il sound dei russi (gothic metal) non brilli per originalità ed innovazione.
“Chuzhaya Voina” ci presenta nove tracce (più una bonus) che portano con se rimandi alla scena gothic metal inglese ed in particolare alle produzioni dei Paradise Lost. Discorso a parte va fatto per il feeling di fondo che pervade l’album tutto, questo si distacca enormemente da quello da quello oscuro della scena inglese in virtù del trasmettere una emozionalità epico/estatica, vera e propria arma vincente di questo album.
Dei pezzi che compongono questa nuova release degli S.C.A.L.P. meritano una citazione: la romantica “Skvoz Stenu”, l’aggressiva title-track e “Teni (Tvoi Mir...)”, brano che con le sue soffuse malinconie è di sicuro l’episodio migliore presente. A parte tali citazioni, l’album si mostra ben bilanciato nel combinare melodia e aggressività ed in particolare è ottimo nel rileggere gli stilemi classici del gothic metal in maniera personale.
Se amate il genere in esame e siete alla ricerca di una band con personalità, “Chuzhaya Voina” non vi deluderà.
0
0
0
0