
Giungono da Uppsala, Svezia e con “From Under the Tarn” danno alle stampe un debut album di caratura elevata. Dal moniker particolare, gli S:t Erik, propongono un sound stoner/doom dal taglio psichedelico, un sound che non nasconde forti influenze 70’s derivate dalle concezioni tossiche dello space rock.
L’album si compone di cinque lunghe tracce morbosamente affascinanti, tracce ove si fanno strada allucinate visioni di valore assoluto, dal mood soffocante e psicotico, tutti brani presenti evidenziano ottime doti personalistiche che si associano, senza forzature, ad un songwriting vibrante e nebuloso. Un songwriting che si regge su un continuum di riffs pesantissimi entro i quali prendono forma corposi movimenti di sintetizzatore e vocals che sembrano essere generate da massicce dosi di LSD.
Da questo nascono veri e propri inni ad una realtà fatta di deformi spettri psichici all’ombra dei quali danzano allucinate concezioni esistenziali, come nel caso di “Goddess” o di “Black Wall”, brani ove prede forma un rimando a stati onirici.
Un lavoro che impone la band svedese tra le realtà di maggiore interesse in ambito stoner/doom. Un album perfetto per un allucinato viaggio introspettivo, a patto che si sia disposti a farsi dominare da esso. Per eletti.
0
0
0
0