
Per gli antichi (in particolare per i pensatori greci) la via verso la verità, consisteva in un metodologico allontanamento dal mondo sensibile. Questo allontanamento non era altro che un’ascesa verso l’Aletheia (la verità).
Questo primo album degli svedesi Nox Aurea, dal titolo più che chiaro “Via Gnosis”, rappresenta attraverso il death/doom metal quella ascesa di cui parlavo sopra, e lo fa previo nove dolorose tracce entro le quali danzano i fantasmi dei primi My Dying Bride ed Anathema, in un continuum sonoro, che pur non brillando per originalità e ricercatezza, si dona all’ascoltatore con modi evocativi e sofferti che seguono la massima di Emil Cioran (filosofo rumeno a cui la band fa riferimento) “Soffrire è produrre conoscenza”.
Per ciò che concerne il profilo musicale in senso stretto, l’album si colloca sulla soglia della sufficienza, per il suo restare fedele ai canoni del genere senza riuscire a stupire. Le tracce presenti si compongono di intesi squarci bui ove prendono forma plumbei riffs, funerei mid-tempos, ombrosi movimenti di tastiere growl e clean vocals, queste ultime affidate all’animo femminino della singer Alice Persell. Tra le tracce presenti, si lasciano apprezzare per particolare pregnanza ai temi trattati, “Suffer”, la brumosa forza misantropica di “Nights in Solitude” e la catartica invocazione di “Mother Aletheia”, lunghi brani ove prende forma un feeling fatto di oscure e dolorose riflessioni sulla via da intraprendere per giungere all’essenza più pura della verità, intesa come ente più essente. Tale feeling viene sempre in primo piano grazie ad una dialettica strumentale ottima, capace di bilanciare sempre tutti gli elementi di cui essa stessa consta.
In conclusione, un lavoro stilisticamente buono che esige un ascoltatore maturo ed un cultore di quello che è il pensiero di Emil Cioran, dove la scrittura (e in questo caso la musica) non è una modalità di diffusione di idee bensì uno stato terapeutico per dissipare il proprio dolore.
Un lavoro che va colto in maniera lenta e che va curato per scoprirne la profondità. Profondità che passa attraverso il concept che ivi soggiace. Musica come catarsi.
«Vi sono notti in cui l'avvenire si abolisce, e di tutti i suoi momenti sussiste soltanto quello che sceglieremo per non più essere.» E. Cioran
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