È nella cornice dell’ultima esibizione live tenuta dalla band a Roma, che non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione di intervistare Mark Osegueda. Il vocalist dei Death Angel ci racconta della carica negli spettacoli dal vivo, dei passati membri della band, ed insieme a noi, esplora l’intera discografia dei thrashers americani, dando il suo punto di vista su ogni singolo album.
L'intervista può essere anche ascoltata (in inglese): audio intervista.
H/I: Salve Mark. Anche questa sera suonerete qui in Italia. A proposito di questo, c’è qualche legame particolare e ricordo speciale, che lega te e la band al pubblico italiano?
M. Osegueda: Certo, ci sono tanti ricordi speciali, abbiamo una relazione meravigliosa con il pubblico italiano. Ricordo ancora con piacere tutti gli shows passati che abbiamo tenuto in Italia, come ad esempio al “Summer Day in Hell”. Poi la gente è molto calorosa e quindi ti da tanta energia. È sempre speciale per noi suonare qui.
H/I: Mark, ora facciamo un piccolo giochino, io ti dico il titolo di un album dei Death Angel e tu mi dici come ne pensi oggi. Iniziamo, naturalmente con “The Ultra-Violence”.
M. Osegueda: Penso che sia l’album più speciale della nostra produzione, per me lo è sicuramente perché è il primo, perché è stato il coronamento di un sogno ed infine, perché è l’album più Thrash.
H/I: “Frolic Through the Park”.
M. Osegueda: …hum, questa è la mia classifica personale degli albums della band (ride). È molto vibrante, per quell’album cercammo di mettere insieme molti suoni diversi. Eravamo migliorati come musicisti ed eravamo molto più “open minded” .
H/I: Tra l’altro questa album ha un mood ironico molto forte.
M. Osegueda: Si, hai detto bene, resta comunque tra i miei preferiti.
H/I: “Act III”.
M. Osegueda: Un album con una ottima produzione, e dei buoni ritmi, è stato il nostro album legato ad una grossa etichetta. Penso che sia una solida dichiarazione di ciò che eravamo al tempo.
H/I: “The Art of Dying”.
M. Osegueda: L’album del comeback, è stato un trionfo, la band si era appena riformata e riuscì a trovare il suond giusto .. Ci sono canzoni molto potenti Ancora oggi il live set della band è composto da molti dei brani inclusi in quell’album.
H/I: “Killing Season”.
M. Osegueda: Per me è un album davvero importante, perché è stato il primo dove ho scritto la maggioranza dei testi. Penso che sia una buona continuazione di “The Art Of Dying” anche se probabilmente è un lavoro più Rock di quanto non sia Thrash. Il soggetto del disco è molto intenso e parla di rivoluzione e degli abusi di potere nei riguardi della gente. È il disco dai risvolti più sociali che abbiamo mai composto.
H/I: “Relentless Retribution”.
M. Osegueda: Lo amo! È molto duro, “in your face”, molto aggressivo e con tante dinamiche Thrash. Il traguardo definitivo fino ad ora raggiunto da me Rob e Ted. Dal vivo, poi, i nuovi brani sono veramente feroci.
H/I: Cosa fanno oggi gli ex membri della band Gus Pepa, Dennis Pepa e Andy Galeon?
M. Osegueda: Gus è ancora in contatto con Rob (Cavestany)e spesso si vedono a San Francisco. Andy, beh io non parlo da tempo con Andy e Dennis. Andy sta lavorando
come musicista, fa delle sessioni con bands locali. Dennis lavora come artista grafico, fa computer graphic, non credo stia ancora suonando.
H/I: Tu comunque non sei più in contatto con loro?
M. Osegueda: No, ho desideri migliori (ride).
H/I: I Death Angel resteranno sempre legati al Thrash Metal, anche in futuro?
M. Osegueda: Veniamo dalla prima ondata del Thrash, ed è anche normale che la gente faccia sempre dei paragoni tra le nostre produzioni passate e quelle più recenti.
H/I: Per quanto riguarda gli Swarm (band nata da una costola dei Death Angel, ndr), questi si possono considerare definitivamente morti?
M. Osegueda: Mai dire mai, ma penso che al 99.99% The Swarm è un progetto morto. Personalmente, non credo di continuare a suonare ancora con Andy (Galeon, ex Death Angel e membro dei The Swarm, nrd), inoltre ho perso i contatti con il bassista Michael Isaiah.
H/I: Ok Mark, siamo giunti alla fine, vuoi dire qualcosa ai nostri lettori?
M. Osegueda: Voglio dire grazie a tutti per il supporto costante attraverso gli anni. È questa la ragione per cui noi, come band, continuiamo a vivere e per l’energia che diamo sul palco di volta in volta. Se non avete mai visto i Death Angel dal vivo, fatelo, perché noi siamo una live band più di quanto non siamo una band da studio.