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News, Interviste, Live Reports Interviste Dornenreich: una band sintesi di se stessa
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È chiaro che ci troviamo nel bel mezzo di una nuova ondata di black metal: i Dornenreich ne sono tra le maggiori espressioni. A parlare è il cantante e chitarrista Eviga, in una chiacchierata in cui illustra la propria critica alla civilizzazione e in cui si prova a sciogliere l'enigma musicale che si cela dietro una delle poche band che, ad oggi, sono riuscite ad evolvere il proprio discorso espressivo album dopo album.

 


 

 

 

H/I - Salve e benvenuti sulle nostre pagine. Vorrei iniziare facendovi qualche domanda riguardo la vostra carriera. Noto che quando parlo delle vostre produzioni con i miei amici spesso molti sembrano non aver mai sentito il vostro nome. Ma da quando sono venuto a conoscenza della vostra band (il primo album che ho ascoltato è stato “In Luft Gerizt”) la critica si è sempre preoccupata di spendere numerose parole di elogio nei confronti della vostra musica. Riscontrate lo stesso successo che avete sulle riviste durante i vostri concerti e in termini di vendite?

Eviga - Per quanto ne so sì. Durante il tour nei mesi di Febbraio e Aprile, il pubblico ci è sembrato estremamente entusiasta di “Flammentriebe”. In sostanza è quello che ho percepito dal palco e successivamente parlando con i fans dopo lo spettacolo. Per quanto riguarda le vendite: questo è un argomento di cui dovremmo discutere a fine anno. Ora non ho informazioni valide sotto quest' aspetto.

H/I - “Bitter ist's dem Tod zu dienen” rappresenta il vostro primo passo, lontano da quelle che erano le vostre radici più “primitive”: in direzione di ciò che siete ora; in un certo senso è stata una rinascita. Una nuova band di ispirazione più Neofolk. Un qualcosa che mette da parte l' impuso nichilista dei primi lavori per un attimo, diventando più riflessiva. Cosa rappresenta questo capitolo per la  vostra carriera?

Eviga - Hai ragione quando dici che “Bitter ist's dem Tod zu dienen” è stata una specie di rinascita per noi. In esso abbiamo cercato di esplorare nuove forme di espressione, così vi abiamo inserito più passaggi di chitarra acustica, più cantati puliti, violino e tastiere più varie. È stato proprio con questo disco che abbiamo capito cosa sarebbero dovuti e  stavano per diventare I Dornenreich: varietà, intensità  e dinamismo unici. Così nacque “Bitter ist's dem Tod zu dienen”. Un album che considero importantissimo alla luce di ciò che siamo ora.

H/I - Ma il vero “new-deal” della band è iniziato con “Her von welchen Nächten”, un lavoro estremamente sorprendente. A partire da questo, per i successivi due album (“Hexenwind” e “Durch den Traum” ndr) I Dornenreich rivelano la loro natura di creatura irrequieta, sempre impegnata nella ricerca di nuovi confini musicali.

Eviga - Esattamente. Con “Her von welchen Nächten” la nostra creatività esplode per la prima volta. Questo album è semplicemente un kaleidoscopio di idee diverse in tutti i dornenreich_1settori e il processo di composizione ci ha insegnato molto su come dare forma a momenti artistici mozzafiato. Ma “Her von welchen Nächten” ha segnato anche l' inizio delle difficoltà per noi, non sapevamo quale delle tante sfumature emerse dal disco avremmo dovuto sviluppare per un successivo album. Poi abbiamo deciso di rendere I Dornenreich più minimalistici e “puliti” per quanto riguarda la strumentazione. Questi dissidi artistici sono poi stati la causa dell' enorme pausa tra “Her von welchen Nächten” e “Hexenwind”.

H/I - “Durch den Traum” è anche il primo album in cui ad affiancarti c'è Inve. Com'è cominciata questa collaborazione e cosa ha significato per i Dornenreich?

Eviga - La prima vera collaborazione con Inve è stata durante la realizzazione di “Her von welchen Nächten”. Durante la registrazione degli strumenti a corda, nell' autunno del 2000, lui e la sorella furono dei veri e propri “session-musicians”. Sei anni dopo ci siamo incontrai di nuovo, lì gli chiesi se gli andasse di fare uno show acustico insieme in occasione del festival per il decimo anniversario della Prophecy Productions (etichetta della band ndr).Comunque, dopo qualche prova ci siamo resi conto che c' era dell' armonia tra noi. Di conseguenza alcune versioni approssimative di brani dell' imminente  “In Luft gerizt” presero forma in appena un paio di settimane. Perciò, il fatto che Inve non ci abbia affiancati per un solo concerto e basta, senza ombra di dubbio segna una rinascita per la nostra band.

H/I - Con “In Luft gerizt” decidete di mettere da parte la chitarra elettrica per imbracciare quella acustica. L' album nel complesso è un lavoro molto profondo e toccante, penso che però senza Inve non si sarebbe mai raggiunto questo risultato. Com'è nata l' idea di produrre un album interamente acustico? È una sorta di evoluzione naturale, che tiene conto di quello che stavano diventando i Dornenreich, oppure semplicemente eravate spinti dalla voglia di esplorare un aspetto che già faceva parte della vostra musica ma che comunque era subordinato alla vostra attitudine black-metal?

Eviga - La chitarra acustica ha sempre giocato un ruolo vitale nei Dornenreich. Sin dal primo demo, era il 1997, da allora l' idea di voler fare un album interamente acustico mi ha sempre dato il tormento. Alla fine quando abbiamo incontrato Inve è sembrato subito chiaro che questa fosse la cosa più giusta da fare in quel momento. Ho cercato di dare forma ad un album universale con “In Luft gerizt”. Per quanto mi riguarda lo trovo un album dai molteplici aspetti. Di sicuro si possono cogliere toni folk più calmi, ma ho anche cercato di dare vita ad una musica che fosse sì acustica, ma allo stesso tempo anche forte. Credo che ci siamo riusciti con pezzi come “Jagd”, “Drang”, “Unruhe”, “Freitanz” e “Meer”. Ci siamo raccolti intorno al camino del cuore originale della musica “fatta a mano”. Questo è quanto. Sento che questa musica basata su suoni acustici sarà un aspetto importante dei Dornenreich del futuro.

H/I - Poi, dopo soli due anni, il vostro nome compare nel disco “manifesto” della Prophecy Production: “Whom the Moon a Nightsong Sings”. Cosa ha rappresentato quest' opportunità per voi?

Eviga - Ci sentivamo parte di una compilation unica, in compagnia di numerosi amici. La Prophecy ha scelto “Dem Wind geboren” e sono estremamente d' accordo con loro.

H/I - Ascoltando il vostro nuovo album “Flammentriebe”, ho dato uno sguardo al vostro passato: sembra che voi ne siate molto coscienti e attenti. Possiamo trovarvi ogni singolo aspetto dei Dornenreich passati. Come una fenice rinascete dalle vostre stesse ceneri, avete sempre fatto qualcosa di diverso ogni volta, ma in qualche modo sfruttando e arricchendo le vostre esperienze musicali passate. È così?

 

Eviga - La tua percezione di ciò che sono i Dornenreich sembra essere molto simile alla mia. Comunque sì, ogni singolo album svela un aspetto della nostra creatività, ma il cuore che li anima è sempre lo stesso. Sono abbastanza sicuro che ognuno possa riconoscere uno dei nostri album come “dei Dornenreich”, grazie a quel tipo di vibrazioni e a quell' incondizionata passione che irradia.

H/I - Finalmente iniziamo a parlare del vostro nuovo album: “Flammentriebe”. Questo lavoro è più aggressivo, ricorda un po' “Her von welchen Nächten”, ma ciò nonostante è un nuovo aspetto della musica dei Dornenreich. È dipeso dal leitmotiv scelto per il concept dell' album: il fuoco?

 

 

Eviga - Sicuramente, abbiamo sempre cercato di esprimerci attraverso l' unità della parola, il suono e l' aspetto visivo; la natura selvaggia e struggente del fuoco si riflette in numerosi aspetti della musica.

H/I -Perchè proprio il fuoco, cosa rappresenta per voi?

Eviga - In “Flammentriebe” il fuoco rappresenta il confine vitale tra le potenzialità dell' uomo e l' area distruttiva della sua mente. Il fuoco dona calore sia da una parte che dall' altra oppure -diciamolo- nel più estremo dei casi è anche capace di essere distruttivo.

Infatti i testi sono totalmente incentrati su una critica alla civilizzazione. Sono pensate per essere una critica all' “uomo (fatto) di  fiamme” (il titolo dell' opener dell' album) sul quale sembra essere modellata la società d'oggi. L' “uomo di fiamme” cerca di imporre i propri standard ai danni di questo pianeta e di tutte le creature che ci vivono. Spinto dal peso dell' economia globale che è basata sulla crescita, l' uomo di fiamme nega la realtà di questa terra, quella che consente ad ogni essere umano di vivere, una realtà che è basata su dei cicli. Tuttavia, i testi sono sono soltanto puro criticismo. Sarebbe troppo facile, voglio dire, in realtà è semplice essere contro questo o quello ma è di gran lunga più impegnativo offrire prospettive, lottare per qualcosa. Dunque come conseguenza di tutto ciò, la seconda metà del disco cerca proprio di affinare i sensi dell' ascoltatore, aiutarlo a percepire cosa sono realmente i cicli dentro e intorno a se.

H/I - in quest' album è ancora più chiara la stretta relazione che intercorre tra versi e musica. Il prodotto finale è estremamente coinvolgente, con un effetto psicologico ed emotivo molto forte. Possiamo dunque dire che questo è uno dei marchi della band?

Eviga - Nel modo più assoluto. La speciale unione tra testi e parole è un qualcosa che considero come uno dei marchi di fabbrica dei Dornenreich, fa anche riferimento al fatto che sia musica che testi si basano sul mio personale modo di vedere la vita.

H/I - Nella mia recensione di “Flammentriebe” ho scritto che l' album è la perfetta sintesi della vostra carriera. Sei d' accordo con me oppure è qualcosa di completamente diverso.

Eviga - Sono d'accordo. Per me "Flammentriebe" unisce le emozioni esplosive di "Her von Welken Nächten" alla profondità mistica di "Hexenwind “,”Durch den Traum" e i solidi arrangiamenti di "In Luft geritzt".

H/I - Molto probabilmente è difficile per un artista scegliere quali dei suoi lavori sia il migliore, per me è quest' ultimo, tu cosa mi dici?

Eviga - Per quanto riguarda l' aspetto  di unità tra musica e testo penso che anche “Durch den Traum” e “In Luft gerizt” siano convincenti, invece se guardiamo – per quanto mi riguarda- l' unità di parole, toni, suoni e il sentore di quasi vederla la musica, allora posso dirti che in quest' album non è mai stata tanto forte. Penso anche che “Flammentriebe” sia l' album più completo e intenso di tutta la nostra carriera.

dornenreich_3H/I - solitamente ogni nuovo album è seguito da un tour. Avete già in programma qualcosa, magari anche in Italia?

Eviga - Siamo già stati in tour quest' anno. A Febbraio siamo stati in Germania accompagnati dalla nostra special guest Agrypine; mentre in Austria, Svizzera e ancora in Germania siamo stati co-edliner insieme i nostri amici Alcest. In estate parteciperemo ad alcuni festival. La prossima settimana inoltre, sarò il chitarrista di sessione degli Emphyrium duranti il Wave-Gotik treffen a Liepzig (Lipsia ndt). La cosa mi incuriosisce molto, senza dubbio. Comunque, siamo intenzionati a fare parecchi show durante l' autunno, sono sicuro che ce ne scappa uno anche in Italia. Ci si può tenere aggiornati tramite il nostro sito dornenreich.com e la nostra pagina facebook.

H/I - Ora, con questo nuovo album, la vostra musica viene sempre più spesso chiamata “Avant-Garde”. Cosa ne pensi di questa tendenza? Si adatta a voi questo tipo di etichetta? E cosa ne pensi inoltre, di questo continuo voler rinchiudere tutte le espressioni musicali in  categorie?

Eviga - Sì, l' etichettare i generi musicali fa parte del bisogno di una persona di dare almeno una vaga idea di una certa band. Per quanto mi riguarda non sono molto convinto di questo comportamento. Lo sai: i Dornenreich sono una band che trascende ogni vincolo di genere alla fine. Quindi, tutto ciò che posso dire è che io percepisco i Dornenreich un' espressione musicale fatta a mano e con il cuore. Intensa, mistica e fuori dal tempo. Punto.

H/I – Ti piacerebbe aggiungere qualche altra cosa?

 

 

Eviga – Vorrei solo ringraziare tutti i fan italiani per la loro dedizione e per la loro passione, spero di vedervi ad Ottobre durante il tour.

Vorrei anche ringraziare te, Andrea, per le interessanti domande. È fantastico rendersi conto  che tu senti realmente cosa sono i Dornenreich.

 

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