
Ci sono artisti che riescono a scavarti nel profondo. Ci sono parole che hanno il dono dell'evocazione, del magico, dell'irreale. Ci sono musiche capaci di incantare poichè nascondono la melodia che ognuno porta dentro sé stesso. C'è Neige e il suo genio instancabile, il suo black metal così squisitamente fuori dagli schemi. Una personalità trascinata nel XXI secolo da una lontana era, romantica e misteriosa.
Quando, nel 2000, diede inizio al suo progetto che chiamò Alcest, il polistrumentista transalpino aveva le idee ben chiare. Il nuovo lavoro non sarebbe stato più teatro del sound malato e dal mood medievale dei Peste Noire nè (come alcuni ebbero invece a dire) il cupo universo dei Mortifera. L'idea era di fondere il black metal classico con sensazioni intime, volte a mitigare quell' aggressività (se vogliamo) intrinseca all' intero concept black metal , memori di ancestrali sogni e fantasie. In fondo, Alcest non è altro che questo: la realizzazione in musica di una dimensione onirica frutto della libera mente dell'autore.
Tuttavia, “Le secret” non è l'ultima fatica vera e propria di Neige, bensì una registrazione ex-novo del primo EP, risalente al 2005. L'album comprende quattro brani, “Le secret” ed “Elevation” registrati nel 2011 e le versioni originali degli stessi.
L'intento non è scontato, nè banale. Già dall'uscita del disco, 6 anni fa, Neige ne annunciò la ristampa, notevolmente irritato dalle critiche che giudicavano la sua opera prima ( se tralasciamo la demo “Tristesse Hivernale”) come "fredda ed oscura". In breve una specie di rivincita personale, se vogliamo vederla da questo punto di vista, oppure un tentativo di dimostrare quanto e in che modo la band è cresciuta. Il fatto che vi siano presenti entrambe le versioni delle canzoni, potrebbe essere anche interpretato come una voglia da parte degli Alcest di sottolineare tutte quelle differenze sostanziali che li separano dagli incombenti precedenti dell’istrionico capobanda.
In copertina si delinea, sullo sfondo color del cielo, una chiave dalla splendida lavorazione che richiama una foglia di edera. La scelta dell’artwork non è casuale ma un chiaro, poetico messaggio. Avvinghiandosi alle altre piante per vivere della loro forza ed energia, l’edera si fa allegoria dei ricordi, ancorati con forza al cuore dell'oscuro bardo, ricordi di bambino che finalmente emergono, liberandosi dalla sola dimensione dell'inconscio. “Le secret” è una inconfessabile rivelazione, un canto materno e malinconico, rappresentazione della sua "fairy land", della sua fuga dalla realtà. Il prologo perfetto per quel capolavoro che è “Souvenirs d'une autre monde”.
La veste sonora della registrazione mostra chiaramente un livello superiore per la qualità dei suoni e per i particolari curati in ogni singolo aspetto. Ma Neige riesce solo in parte in questo lavoro di restyling del suo primo, acerbo, lavoro. Le modifiche sono facilmente riconoscibili fin dai primi secondi della title-track, di stampo decisamente ambient, caratteristica peculiare dello stile inconfodibile degli Alcest. Nella versione originale, i dolci arpeggi della chitarra classica sembrano come avvolti da una pellicola velata che ne limita i movimenti, rendendoli al contempo impulsivi e pieni di voglia di vivere, quella che anima qualsiasi essere vivente costretto in catene dalle avversità e dal destino. La batteria, più decisa, incalza col passare dei minuti finchè il ritmo non si fa trascinante (e, alla fine del pezzo, decisamente gioioso) lasciando emergere la voce angelica di Neige. Il francese è l'arma vincente di questa sperimentazione musicale particolarità di un testo che diventa poesia.Purtroppo nella ri-registrazione, Neige non è stato in grado di riprodurre (o forse dovremmo dire, reinventare) il magico potere celato in quelle note. Il voler cesellare ogni minimo particolare si tramuta in un lavoro maniacale e a tratti addirittura distruttivo; come se nel tentare di rendere il suono più tondo e pieno sia venuto a mancare proprio quell' elemento di immedesimazione con “l'altro”, quel “di più” a cui ci eravamo ormai abituati. “Le Secret” quasi si svuota di ogni scopo artistico per diventare semplice opera di artigianato sonoro, perfetta solo nella forma.
Art pour l' art.
Chissà se Baudelaire l'avrebbe musicata così, ma sicuramente sarebbe più che felice della resa del suo "Fleur du Mal", “Elevation”, che prende vita sulle note di tastiere sognanti che si innalzano in un crescendo trascinante. L'apice è nel blast beat e nei potenti riff da manuale che accompagnano lo scream (ve lo sareste mai aspettato vista l'origine del testo?) allo stesso tempo disperato e bellissimo a tratti intervallato da pacati stacchi melodici.
"Vola, vola ben oltre i fetori malsani,
purificati in alto, nell’aria fatta tersa,
bevi, come liquore che il cielo puro versa,
il chiaro fuoco che gli spazi empie lontani.
Scrollandosi la noia e le altre grandi pene
che opprimono la vita e la fanno nebbiosa,
felice chiunque può con ala vigorosa
slanciarsi verso terre luminose e serene,
chi sente i suoi pensieri come allodole in viaggio
nel cielo del mattino in libertà volare,
chi plana sulla vita e così può ascoltare
delle tacite cose e dei fiori il linguaggio."
L'energia di questo pezzo è il desiderio incontrollabile di lasciare la triste realtà per recarsi in cerca dell'ignoto o ritornare indietro nel tempo provando ad inseguire quello che c'è di inafferrabile nella nostra mente.
Rispetto a quanto già detto della title track, qui lo scopo prefissato si compie ed in modo superbo. Neige non sbaglia e non si lascia trascinare dalla sola voglia di superarsi, lasciando un alone di incompiutezza, una forza tendente all'infinito che può trovare meta, completezza e rinascita soltanto nei più reconditi angoli dell'io.
Povero chi definisce il progetto Alcest come una band dell'oscuro. Non si è mai trattato di plasmatori delle tenebre ma di artisti capaci di far risplendere la luce persino in luoghi dove non avrebbe le condizioni per esistere.
Non c’è tristezza: c’è solo speranza.
Un gioiello che dovrà far parte della vostra collezione, specialmente se vi concederete la collector's edition ideata dalla Prophecy (quando uno ci sa fare...!): un prezioso cofanetto di legno decorato che cela nel suo interno la chiave dell'artwork, alcune stampe, un gioiello (una foglia di Lorien?) e della verde edera… Un’abile mossa commerciale? Senza dubbio, vista la crescente popolarità della band a livello internazionale, ma finchè si cavalca l’onda promuovendo artisti validi, veri musicisti, nulla da dire. E Neige è sicuramente la più grande rivelazione musicale degli ultimi dieci anni, che vi piaccia oppure no.