
Ci sono sempre andato con i piedi di piombo quando si trattava di approcciare qualcosa che venisse dalle fila dell' armata nera francese. Questo perchè ho sempre guardato a quella francese come ad una scena sulla quale si è proiettato il peggiore dei riflessi di quella norvegese che orbitava intorno all' Inner Circle. Parlo di fanatismo nazionalista, religioso, razziale; non poche sono le band dichiaratamente nazional-socialiste (non per niente il nome de “Les Legions Noire” si rifà a quello di un corpo speciale dell' esercito transalpino), oppure che scrivono testi di carattere discriminatorio nei confronti di etnie e religioni. Ma in tutto questo marasma di odio e politica, trova spazio anche qualche band black cristiana.
Ma nonostante tutto, non si può mica fare di tutta l' erba un fascio. E non ci resta nient' altro che inchinarci al cospetto di band del calibro di Blut Aus Nord e Deathspell Omega, senza dimenticarci di Peste Noire e Alcest.
Gli Aosoth non sono una band meno spigolosa dal punto di vista ideologico, ma non sono nemmeno tanto affabili musicalmente.
“III” è l' album che tutti i loro ascoltatori aspettavano da tempo, quello che fa compiere alla band quel passo verso la tanto ambita consacrazione artistica. Partiti come una band Black Metal, ma di quelle atipiche, piano piano sono discesi ad esplorare gli aspetti più cupi del loro genere fino a giungere abbastanza vicino ai mostri sacri dell' avant-garde: Blut Aus Nord, Deathspell Omega e De Magia Veterum.
Alienazione, ripetitività e cacofonia sono i tre fattori sui quali puntano maggiormente i tre musicisti francesi, mettendo a punto una terrificante opera divisa in sei movimenti. L' atmosfera che viene fuori dal disco è opprimente, asfissiante, compulsiva; non c'è speranza alcuna in nessuna nota per tutti e quarantacinque i minuti di durata. Ed è proprio qui che “III” si distingue dai suoi predecessori. Negli album passati ciò che si respirava era comunque un' aria di classicismo, efficace ma comunque fino al punto in cui il classicismo può esserlo, qui invece si arricchisce di innumerevoli sfaccettature e mezzi toni, andando a riempire proprio quelle percepibili mancanze in “Ashes Of Angels”.
Un disco che si arricchisce di sottigliezze, rendendosi difficile e intrigante. Gli Aosoth con questo “III” superano di gran lunga se stessi, e di questo gliene rendo grazie e merito, ma comunque per quanto possa essere un ottimo disco non può di certo competere con quanto uscito almeno quest'anno nell' ambito dell' avant-garde e del “noise”.