
Chi ha bisogno di premesse quando si tratta di una band come i Cynic? Penso che nell' andare a leggere una recensione di una band di questo calibro, un po' tutti se ne sbattano delle premesse andando direttamente al succo dell' articolo. Specialmente poi quando si tratta di band non solo importanti ma anche di culto, quelle band che suscitano grande interesse e curiosità ad ogni loro pubblicazione. Per capirci meglio: una cosa è il nuovo disco dei Cannibal Corpse o dei Morbid Angel, un' altra lo è quello dei Cynic o dei Drudkh. (Intanto vi siete letti una premessa).
Sono passati quasi 20 anni dal loro indimenticabile esordio, quello che è successo dopo lo sappiamo tutti. 20 anni da quando cantavano “Illusion works impenetrable/ Weaving webs innumerable/Her gay pictures never fail/ Crowd each other veil on veil/Charmer who will be believed/By man who/thirsts to be deceived/Maya subjects you”. E con questo nuovo EP dal titolo “Carbon-based Anatomy” la band californiana ci da la conferma che almeno loro il velo di Maya lo hanno rotto e sono riusciti a passargli attraverso.
Che qualcosa nella musica dei Cynic stava cambiando lo si era già avvertito in “Traced In Air”, poi con “Re-Traced in Air” si era pensato ad un ipotetico futuro di scuola Ulver, ma con questo nuovo disco smentiscono tutte le ipotesi formulate su di loro fino ad adesso.
L'arte dei Cynic si sublima, abbandona quasi totalmente la sua precedente solida consistenza ,il suo coriaceo involucro, per assumere una non-forma e una consistenza eterea, spirituale. Con questo “Carbon-Based Anatomy” la loro musica si espande non solo in senso di vedute, ma anche in senso fisico e questo a mio avviso sta nella totale mancanza di riff death metal e di una preponderanza di sonorità “esotiche” sia per i Cynic sia proprio per la loro provenienza.
Abbandonando del tutto il death metal, i californiani si presentano con questo disco come una band progressive-rock inglese che è appena tornata dal suo viaggio in India. Jazz fusion, soundscapes e cori che personalmente mi fanno pensare molto a band New-Age (il brano “Bija” può esserne un esempio) e poi tanti ma tanti echi; musica più umana in un certo senso, specialmente se guardiamo al loro passato.
Questo è un disco che sicuramente impressiona, sia per l' audacia della proposta sia per il modo comunque incisivo in cui i brani sono costruiti. Sono anche sicuro che se qualcuno ascoltasse un qualsiasi brano di quest' album senza averne informazioni, saprebbe comunque riconoscerlo come “dei Cynic”. Pur confezionando una buona opera prog-rock, l' Ep sembra in alcuni casi annaspare immerso com'è in tutti questi soundscapes. In questo senso si fa più convincente l'idea che “Carbon-Based Anatomy” è un Ep che vuole magari anticipare qualcosa di ancora più grande, magari è una sorta di assaggio di un nuovo album simbolo come lo fu Focus, staremo a vedere. Per adesso invece godiamoci il disco Hippie dei Cynic.