Non è raro imbattersi in band che riescono in sede live a trasmettere emozioni più forti e a coinvolgere gli ascoltatori in modo più efficace, rispetto a quanto possano farlo in sala di registrazione. Per quanto mi riguarda la cosa si è resa sistematica quando ho avuto a che fare con gruppi folk. Potrebbe sembrare anche scontata la cosa,dal mio punto di vista il folk registrato non ha quasi senso di esistere proprio per il concetto di base di questo tipo di musica, ma le produzioni in studio esistono e in quanto tali vanno comunque prese in considerazione.
Oggi ci occupiamo degli Ignis Fatuu, band bavarese che milita tra le fila del folk metal di stampo celtico e medievale, e del loro secondo full-lenght “Neue Ufer”. I bavaresi fanno uso di tutti gli espedienti del genere: violini, voce femminile, flauti, ghironde, cornamuse, organetti e così via. La formula è sempre volta ad indurre negli ascoltatori il desiderio irrefrenabile di lanciarsi in danze senza inibizioni, magari intorno ad un fuoco con l' odore della carne arrostita che riempie l' aria e i fumi delle birre che inebriano la mente.
Purtroppo, almeno in studio, la band non convince e non riesce a ingranare la marcia giusta, i brani sembrano non riuscire a decollare. Sono veramente pochi i momenti in cui desidererei trovarmi sotto il palco con una bionda tra le mani che schizza a destra e a manca: “Wörteschmied” e “Neue Ufer”; ma nemmeno più di tanto. Il songwriting è troppo misurato e si da troppo, ma veramente troppo, spazio alla strumentazione elettronica che alla fine risulta predominante sul resto della strumentazione che per un genere come questo dovrebbe essere, non dico protagonista ma quasi.
Almeno su disco gli Ignis Fatuu non riescono nello scopo principale della musica che suonano, ma vedendo alcuni video live sul tubo, dal vivo non sembrerebbero essere così poco coinvolgenti. Triste per una band folk non riuscire a far divertire il proprio pubblico, ma ogni tanto succede, specialmente quando gruppi di questo tipo si prendono troppo sul serio.
Per divertire bisogna divertirsi.