
« Come? L'uomo è soltanto un errore di Dio? O forse è Dio soltanto un errore dell'uomo? »
È con questa citazione da Il crepuscolo degli idoli di Friedrich Wilhelm Nietzsche che mi piace aprire la recensione di questo più che atteso ritorno degli americani Morbid Angel. Si, perché come il filosofo tedesco si prefisse di fare filosofia col martello e di criticare ferocemente le figure culturali dell’epoca, questa recensione, nei suoi limiti, vuole smontare qualsivoglia tesi a difesa della band di Trey Azagthoth e David Vincent. Ma procediamo con dovuto ordine.
Prescindendo dagli indubbi meriti e dal rispetto che la band si è guadagnata nel corso degli anni e senza temere intimidazioni, si può liberamente affermare che “Illud Divinum Insanus” è il punto più basso mai toccato dalla band. Quanto detto, non nasce in virtù di un parziale allontanamento dei Morbid Angel dai lidi classici del Death Metal (sono il primo ad apprezzare la sperimentazione), quanto da una scarsità di contenuti disarmante. Tale scarsità sostanziale non fa altro che produrre brutture dal vago piglio Industrial che si traducono in nugolo di brani pieni di sé, gonfi di prepotenza, ma avari di spirito. Eccezion fatta per “Existo Vulgoré”, “Nevermore” e qualche altra sporadica apparizione di violenza, la restante durata del disco è puro materiale da pattume, concepito malissimo nella sua presunta baldanza e vena sperimentale.
Potrei continuare all’infinito, con una serie di invettive sul minimalismo di fondo dei riff, sulle terribili vocals filtrate o sugli arrangiamenti che sembrano composti dal più presuntuoso dei debuttanti. E credetemi, nessuna di queste invettive, potrebbe essere controbilanciata dalla più entusiastica critica.
Concludendo, “Illud Divinum Insanus”, non è un passo falso, ma un egocentrico lavoro che vorrebbe imporre sé stesso attraverso la storicità dei propri autori. Un disco assolutamente imbarazzante ed insulso. Perché cari Morbid Angel, celare la mancanza di creatività con qualche dettame che sa di modernità e voler spacciare ciò per avanguardia o per un voler essere più vicini ai tempi, è un gioco bieco.
Passate oltre, perché qui di morboso è rimasto solo il prezzo del disco.