
Sixx:A.M., esperimento da classifica, prodotto plastificato, poltiglia pop/rock data in pasto alle masse, e via discorrendo. Se ne potrebbero dire tante rispetto a questa band, ormai giunta al secondo album, e che come testimoniato dal moniker vede l’unione di Nikki Sixx, DJ Ashba e James Michael. Del primo e dei suoi Motley Crue restano una vita di eccessi e tanto Glam/Hair/Rock Metal (ma non è questa la sede adatta per soffermarsi ed indagare il fenomeno Crue), dei due colleghi abbiamo partecipazioni di lusso con i vari: Guns N’ Roses, Drowning Pool, Alanis Morissette, Meat Loaf, Scorpions, Hilary Duff.
È con tali premesse che vado a darvi nuove riguardo a questo nuovo “This Is Gonna Hurt”, un lavoro pensato, sentito, composto, e soprattutto studiato, per il mercato americano. Si perché l’album è un capolavoro commerciale, dentro ci passano tutte le ultime tendenze sonore che guardano al pop/rock, e che da qualche anno a questa parte si sono riscoperte influenzate dalla distorsione.
Undici brani in bilico tra presunte aggressioni e malinconie adolescenziali (in particolare nelle varie ballads che fanno parte del disco); questo non è un difetto, ma un vero e proprio marchio di fabbrica. I chorus sono sempre ben congeniati, così come le vocals ammiccanti di Michael, che ricordano da vicino tutti quei gruppetti di ventenni lindi e puliti (vogliamo dire nerds?) che inondano la MTV americana. Ancora una volta è necessario ribadire che non vi è nulla di sbagliato; non stiamo giudicando il genere proposto, ma l’intensità. Intensità che un sano sostrato di Rock avrebbe potuto dare al disco, e che manca.
Naturalmente il lavoro, come detto, essendo stato pensato per le charts, è anche pieno di luoghi comuni; particolarmente odiosi quelli di un ipotetico lui malinconico che ha perso la verve e che la ritrova solo in una lei, che però è lontana. Da citare qualche piccolo barlume che ricorda gli ultimissimi e smielati Aerosmith e qualche riff d’articolazione pensante che segue un chorus con tanto di battito di mani e scontata allegria. Per il resto, e lo si deve ammettere, ci si trova al cospetto di un nugolo di hits, che faranno impazzire ogni adolescente annoiato da Avrile Lavigne ed in cerca di qualcosa di nuovo.
Un prodotto, e sottolineo prodotto, ben riuscito, se si guarda alla contingenza ed al risvolto legato unicamente alle vendite.
P. S. i Sex Pistols, tanto osannati da Sixx, compaiono (mai musicalmente) in un brano dove il nostro cantante belloccio dice che stanno suonando nello stereo della sua macchina. E visto il risultato finale è meglio che restino isolati in quel ricordo. La macchina dell’industria musicale nella sua forma più smagliante oggi porta anche il nome dei Sixx:A.M.