
Ci sono voluti ben quattro anni per il ritorno sulle scene degl’olandesi Within Tempatation, durante questo periodo hanno visto la luce ben due live: uno, “Black Symphony”, con la Metropole Orchestra e vari ospiti come Anneke van Giersbergen e Keith Caputo; il secondo un live acustico “An Acoustic Night At The Theatre” dove si intravede il lato più melodico della band.
I Within Tempatation sono una band che molto ha entusiasmato l’Europa con un Gothic melodico di pregevole fattura, riproponendo la formula dei loro padri putativi The Gathering in chiave più moderna sia come suoni che come orchestrazioni. La domanda che ci si può porre è se questi sei olandesi avranno fatto un album all’altezza dei loro predecessori, considerando comunque il bisogno di risollevare la propria proposta. In realtà la parola d'ordine di “The Unforgiving” è: formula di successo non si cambia, si rinforza. Non aspettatevi grossi cambiamenti ne un sostanziale rinnovo dello stile, piuttosto vi sono delle migliorie e un approccio più curato che rendono il disco, in ogni caso, un piccolo, piccolissimo passo in avanti. Viene dato maggiore risalto al ruolo della cantante Sharon den Adel , le atmosfere si fanno più dense e i riff vengono maggiormente dosati nella quantità e rifiniti nella qualità, proponendo a volte qualche piccola interessante variazione di registro, anche se il disco sa di già sentito.
Dopo l’intro “Why Not Me” con “Shot In The Dark” abbiamo un discreto inizio, dove la voce della bella Sharon ti rapisce per intensità e melodia, si prosegue con “In The Middle Of The Night” con un riff iniziale degno dei Children of Bodom, nel consueto stile orecchiabile e distorto al tempo stesso, ma sa troppo di già sentito e tende, la traccia, ad essere monotona. Si prosegue con il singolo d’apertura “Faster”, breve introduzione di chitarra poi la voce bassa di Sharon ci prende per mano per poi esplodere nel ritornello, un classico singolo, orecchiabile, dove il ritornello si imprime subito nella memoria, ma nel complesso appare ancora troppo blando. “Fire And Ice” è una ballata nel classico stile Within Tempatation, pezzo molto melodico e godibile appieno dove il piano/voce/orchestra rende nel suo massimo. Si prosegue con la Nickelbackiana “Iron”, pezzo molto orecchiabile con un ritornello che rimane immediatamente in testa; molto buona “Where Is The Edge” che con i suoi filtri richiama alla mente i momenti più originali delle prime produzioni della band, i riff sono decisi e le atmosfere efficaci. Quasi sullo stesso livello è “SinÚad”, una combinazione di sonorità classiche ed effettistica moderna adagiata sul consueto stile melodico; ottima la ballata “Lost” dove la voce di Sharon risalta in primo piano per la bellezza e la melodia; “Murder” e “A Demons Fate” strizzano l’occhio ai nostrani Lacuna Coil, un forte accento orchestrale che purtroppo si ripete un po’ troppo nel chorus. Il disco si chiude con la suadente “Stairway To The Skies” che sostanzialmente ricalca il trademark di tutto il disco, parti melodiche e orchestrali con un ritornello orecchiabile.
Alla fine del full-length emerge che “The Unforgiving” tutto sommato non è malvagio, è un lavoro discreto, ben prodotto e registrato e con interessanti spunti qua e la; la band quando può si impegna per metterci del proprio ma tutto questo non basta. Manca ancora un qualcosa perché il gruppo possa realmente fare il grande salto, altrimenti i Within Temptation rischiano di rimanere in qualche modo incompiuti. Sta a Sharon den Adel e compagni capire da che parte bisogna andare.